Francesco fa il Papa, ma decide il Parlamento

Carissimo direttore,
sono rimasto profondamente stupito dalle esternazioni di papa Francesco. Si tratta della richiesta che il Pontefice rivolge allo stato Italiano che vengano riconosciuti ai migranti economici e politici, ai loro discendenti, ai minori stranieri non accompagnati e magari pure a qualche popolazione di extraterrestri la cittadinanza italiana con tutti i vantaggi derivanti dalla medesima con particolare riferimento al nostro welfare. 
Al di la delle opinioni personali stupiscono due elementi. 
In primo luogo salta agli occhi il disinteresse totale con cui il Pontefice tratta l'opinione pubblica del Bel Paese notoriamente contraria all'estensione indiscriminata della cittadinanza in un'epoca di immigrazione incontrollata e di terrorismo internazionale sanguinario. 
Vi è, poi, un fatto più sottile ma non meno rilevante del precedente. Si tratta, infatti, della prima ingerenza squisitamente politica che un leader religioso azzarda nei confronti di uno stato laico e liberale. Anche in occasioni precedenti la Chiesa Cattolica ha espresso opinioni ed esercitato pressioni sul versante politico. Tuttavia nelle situazioni passate vi erano riferimenti teologici indiscutibili.
Si tratta di una situazione inedita e impressionante e ancor più incredibile appare l'atteggiamento di alcune forze politiche, sia di governo che di opposizione, che pur definendosi laiche plaudono al discorso del Vescovo di Roma. 

Lorenzo Martini 
Stanghella (Pd)
Caro lettore,
il Pontefice ha il diritto di esprimere il suo punto di vista su aspetti della vita sociale e politica di un Paese. La cosa non credo debba scandalizzare. E ho anche qualche dubbio sul fatto che si debba parlare di ingerenza. Perché per quanto autorevoli quelle del Papa sono pur sempre opinioni e indicazioni. Non dettami teologici. Vanno ascoltate con la grande attenzione che meritano, ma non c'è nessun vincolo a trasformarle in norme e leggi.
Papa Francesco ritiene fondamentale lo ius soli? È sicuramente una posizione di gran peso. Ma sarà il Parlamento italiano non la curia romana o il Vaticano a decidere se l'Italia deve avere una legge sullo ius soli.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Giovedì 24 Agosto 2017, 15:08






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Francesco fa il Papa, ma decide il Parlamento
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 33 commenti presenti
2017-08-25 18:31:48
Quanto è difficile capire che non parla dell'Italia! Ogni volta che parla di migranti e rifugiati non si riferisce alle centinaia di migliaia di "sbarcati" in Italia ma dei milioni che ci sono in giro per il mondo! Basterebbe qualche volta andare agli interventi originari (non è difficile!) invece che fermarsi ai riassunti di giornali o tg e ci si potrebbe accorgere che parla di situazioni ben più grandi della realtà italiana!
2017-08-25 11:46:26
No, a mio avviso non ha nessun diritto di esprimersi sullo jus soli nello stato italiano. Nessun diritto, visto poi anche l'immenso potere che esercita, e lo sa, sulle deboli menti di certe frange cattoliche. Sarebbe proprio da mandare qualche migliaio di partorienti dentro lo stato vaticano a vedere come reagisce sullo jus soli. Il peggior papa mai avuto. Assoluto menefreghismo e opportunismo nei confronti di noi italiani. Ma scusate si è mai sentito di un premier estero che suggerisce (perchè questo fa) le leggi da promulgare in vaticano ?
2017-08-25 11:25:41
No, egregio Direttore, non sono d'accordo con la sua interpretazione. Per quel poco che so io (ho fatto le squole basse), il Vaticano è uno Stato, fatto è che la sigla internazionale è "SCV", e come ogni Stato che si rispetti gode di una prerogative assoluta: la sovranità. Ma questo elemento non è solo prerogativa "loro" ma anche degli altri Stati (più o meno democratici)! Ora, o meglio, fino ad un centinaio di anni orsono l'interferenza politica di uno Stato nella vita di un altro avrebbe dato origine ad uno "scontro" che, nella migliore delle ipotesi, si sarebbe risolto in un semplice ritiro degli ambasciatori. Ora mi vuole spiegare dove è la differenza, considerato che viviamo nel 21° secolo e perchè uno Stato (che si ritiene o che si dichiara democratico) possa interferire (perchè di questo si stratta) sulla vita e sulla politica di un altro Stato anche se quest'ultimo non brilla certo per avere governanti illuminati o, quantomeno, democratici? La ringrazio della spiegazione.
2017-08-25 10:55:14
Francesco deve farsene una ragione !!! Per quasi tutti ( italiani soprattutto,e casomai lo avessero letto, infarinati al massimo da reminiscenze di "dottrina" parrocchiale ) il Vangelo è bello solo a leggerlo, molto ma molto di meno a metterlo in pratica. Nente altro che ipocriti pseudo-Cattolici autoreferenziati !!!!
2017-08-25 09:31:58
Divorzio aborto unioni gay pornografia ecc.. non hanno avuto alcun freno dal Vaticano. Quella dell'ingerenza è una bufala colossale.