La vergogna dell'Europa è anche colpa nostra

PER APPROFONDIRE: africa, papetti
Caro direttore,
il Ministro degli esteri austriaco è convinto che «i preparativi per i controlli alla frontiera con l'Italia non sono solo giusti ma anche necessari. Noi ci prepariamo e difenderemo il nostro confine del Brennero se ciò sarà necessario». È di ieri la presa di posizione della Francia, patria della civiltà e della tolleranza (?), e della Spagna che negano la possibilità per le navi cariche di profughi di attraccare nei loro porti. Ma è questa l'Europa dei popoli, l'Europa che ha tanto discusso prima di approvare la sua Costituzione sul rispetto dei diritti delle altre culture, civiltà e minoranze? Sono allibito difronte all'atteggiamento di chi si sente sotto assedio e si prepara a difendersi dal nemico d'oltre mare. Certo il problema dei flussi migratori è enorme e direi epocale e va gestito non subito passivamente, come mi pare faccia a volte l'Italia, ma pensare di affrontarlo con l'esercito e i mezzi blindati è a dir poco assurdo.

Maurizio Conti
Portogruaro (Ve)


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Caro lettore,
di fronte a quello che sta accadendo, al comportamento vergognoso di alcuni paesi, concetti come solidarietà, civiltà e tolleranza rischiano di essere parole svuotate di significato e ridotte a pura retorica. Purtroppo però ciò che sta accadendo è anche colpa nostra. Per troppo tempo abbiamo finto di credere che la gestione dei flussi migratori fosse una semplice questione di accoglienza. Ci siamo divisi tra buoni e cattivi, tra chi voleva aprire le porte e chi voleva chiuderle. Si è trasformata una partita epocale come gli enormi flussi migratori che dall'Africa portano ogni giorno migliaia di persone sulle coste italiane, in una diatriba ideologica, giocata sui principi. Nulla di più sbagliato. I valori se non sono sostenuti da una politica e da una strategia immiseriscono nella propaganda. La partita migranti va affrontata assumendosi le necessarie responsabilità. Avendo il coraggio di dire no, quando serve. E avendo anche la forza di rispondere duramente, con i fatti non solo con le parole, agli egoismi nazionali. Non possiamo accettare che si schierino i blindati ai nostri confini e si faccia strame di ogni principio di alleanza, senza colpo ferire. È in gioco il nostro presente. Ma anche il nostro futuro.
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Mercoledì 5 Luglio 2017, 05:03






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5 di 23 commenti presenti
2017-07-06 14:17:07
Francia patria della fraternite' cosi' come Germania Spagna ed Austria hanno capito che l'integrazione e' un utopia. E gli ultimi avvenimenti terroristici che hanno trasformato l'europa in una seconda Israele gli danno ragione. Gli attacchi infatti nascono da persone di seconda o terza generazione mal integrati. Senza contare poi che queste persone non portano nulla in termini di bagaglio tecnico e culturale impoverendo ulteriormente l'Europa o che possa aiutare il nostro paese, anzi! Vogliamo ancora esporci ad altri rischi? Fate voi
2017-07-06 16:00:16
Comico,come non darti ragione. Se queste etnie, che nei loro paesi le uniche cose che hanno creato sono povertà per incapacità, caos, sporcizia, disordine e criminalità, cosa sarà allora da aspettarsi di buono? I buonisti socialverdastrikomunisti credono che queste risorse siano della stessa pasta die Giapponesi, Cinesi, Coreani, Vietnamiti,Filipini, Nepalesi ecc.?
2017-07-06 14:06:03
Prima di commentare il nulla informatevi, almeno un po'. Helmut Tomac, il “Landespolizeidirektor” del Tirolo, vale a dire la massima autorità di polizia del Land ha dichiarato pubblicamente che sulla strada del Brennero attualmente non c’è nessuno. Che i controlli a quel valico in questo momento non costituiscono alcun problema. Ed ha anche ricordato che il 15 ottobre si vota ed alcune dichiarazioni di politici locali sono propaganda interna... Certamente il Tomac non fara' carriera, ma almeno ha il merito di parlar chiaro (per chi vuol sentire, ovviamente).
2017-07-06 13:30:29
Ma delle responsabilità dei governi locali di questi migranti, perlopiù aventi al vertice leader despotici, nepotisti, corrotti, che mettono il loro arricchimento al di sopra del benessere del proprio popolo, chi ne parla? Chi li condanna? La natalità esplosiva dell'Africa - nonostante carestie, guerre e povertà - non è sostenibile per le generazioni future dell'Europa. Il problema va risolto alla fonte. Le popolazioni migranti devono imparare a lottare, nei propri paesi, per quel che ritengono sia loro dovuto. Il colonialismo è finito da decenni, sostituito da affarismo. Ma le decisioni sono prese da governanti locali. Non si può corrompere chi non è corruttibile.
2017-07-06 12:21:08
"è in gioco il nostro presente e il nostro futuro" ... dice il nostro amico buonista kattokomunista. Niente di più sbagliato, per causa del vostro buonismo morboso avete già rovinato tutto.