Il fallimento delle Popolari e della classe dirigente veneta

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Caro Direttore
alla fine il sogno di fondere Popolare Vicentina e Veneto Banca in un unico Istituto veneto si infrangerà a fronte delle difficoltà di reperire 1,2 miliardi da privati. È ormai evidente che si sta andando verso lo spezzatino della parte sana delle due Banche, che finirà per essere ceduta al solito prezzo simbolico di un euro ad un primario player nazionale. Si conferma quindi il peccato originale del Veneto, che è rimasto una sorta di gigante con i piedi d'argilla. Non si è capito, o non si è voluto capire, che gli schei da soli servono a poco, se non si è in grado di tradurre la propria forza economica, ed il proprio senso civico, in un modello culturale e politico alternativo, piazzando quindi propri uomini là dove si decide. Comunque la si veda un fallimento della classe dirigente veneta.

Ivana Gobbo
Abano Terme


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Cara lettrice, vedremo come questa incredibile e troppo a lungo trascurata vicenda delle banche venete andrà a finire. Ma comunque si concluda, il tema che lei pone resta centrale. Per il passato, per il presente e anche per il futuro. Per troppo tempo a Nordest l'unità di misura del valore sociale è stato esclusivamente il denaro. Non si è compreso che la forza economica è il risultato della sintesi tra capacità di produrre ricchezza e capacità di influenzare i processi decisionali. Per quanto possa sembrare paradossale il Nordest negli ultimi decenni ha prodotto molta ricchezza, ma non ha accresciuto il suo potere, anzi l'ha visto progressivamente ridursi, finendo ai margini delle linee lungo le quali transitano le scelte strategiche del Paese. Basti riflettere su un piccolo ma rilevante dato: il Veneto è la più importante area manifatturiera italiana, quella a più alta concentrazione imprenditoriale, eppure mai un suo esponente è riuscito a diventare presidente degli industriali italiani. Un caso? Non credo proprio.
Sulla vicenda delle Popolari questa debolezza è emersa con tutta evidenza: il ritardo e la superficialità con cui, a livello centrale, una partita così delicata è stata affrontata è davvero incredibile. Certamente non è accaduta la stessa cosa per Monte Dei Paschi o altre banche minori. Addossare la colpa di questo nanismo politico a qualche partito è un'altra operazione miope: la responsabilità è collettiva, di una classe dirigente autoreferenziale che nel migliore dei casi ha preferito coltivare il proprio orticello, perpetuando nel tempo posizioni di rendita.
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Mercoledì 21 Giugno 2017, 05:03






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5 di 11 commenti presenti
2017-06-22 16:12:05
Invece e' proprio l'Autonomia Completa che il Veneto deve avere!Piu' agile perche' piu' piccolo e con qualche miliardo di piu' perche' autonomo, il governo veneto,indipendente dal centralismo romano, sarebbe intervenuto piu' rapidamente per correggere le banche venete e proteggere i suoi elettori-risparmiatori veneti.Inoltre il fiscalismo romano fa fuggire imprese,capitali(schei),professionisti,manodopera qualificata e distrugge dunque efficienza produttiva e coesione sociale del Veneto;il Veneto,erede di Venezia,fondato dunque sul commercio,e' incompatibile col sistema sinistrorso centralizzato romano.
2017-06-22 15:53:28
Invece e' proprio una Autonomia Completa che manca al Veneto..!Un governo veneto,una magistratura veneta,molto piu' agili perche' piu' piccoli,con i loro interessi in una Capitale Veneta e non a Roma dalla quale prendono ordini,con una decina di miliardi di euro in piu'a disposizione grazie all'Autonomia, non avrebbero lasciato marcire la situazione,avrebbero corretto rapidamente il sistema bancario e avrebbero protetto i risparmiatori veneti,risparmiatori veneti la cui influenza politica sarebbe molto piu' potente in una Capitale Veneta che a Roma.La tassazione romana fa inoltre fuggire imprese, capitali(schei),professionisti,manodopera qualificata, distrugge efficienza dei mezzi di produzione e coesione sociale.Il Veneto,erede di Venezia e' fondato sul commercio ed e' incompatibile con il sistema sociale sinistrorso romano.
2017-06-22 14:49:56
i schei sono importanti, eccome...ma lo e' anche l'AUTONOMIA (se non si puo' realizzare l'indipendenza). Sono le autorita' VENETE che hanno sempre pensato al proprio orticello: hanno preferito rubare a tutti gli Itagliani e ad altri VENETI (la famosa SCUSA "cosi' fan tutti"), andare a pagare le tasse all'estero (chi in Svizzera, altri a Lussemburgo o in Croazia o altrove), e hanno promesso, promesso e ....promesso. Le autorita' centrali hanno lasciato fare finche' la "gallina dalle uova d'oro" Veneta assicurava loro gli schei al minimo prezzo politico. Tempo di tradurre la rabbia della classe media e dei piccoli imprenditori Veneti in azione? Lo capiranno i politici Veneti?
2017-06-22 13:50:42
Penso che moltissimi Risparmiatori sfortunati e cittadini debbano essere molto grati al M5S i cui Parlamentari e Consiglieri della Regione del Veneto si sono battuti con fermezza nelle Sedi istituzionali e sono scesi anche nelle piazze per difendere centinaia d migliaia di persone e famiglie. Il M5S però non è solo una Forza politica di protesta ma anche è anche di proposta. Per esempio per limitare i rischi e sostenere l'Economia, questo Movimento propone di suddividere il Sistema bancario in due grandi categorie: le banche di investimento che curano gli interessi propri e dei propri clienti e le banche commerciali che sostengono i privati e le famiglie come le imprese piccole, medie e grandi.
2017-06-22 06:59:26
Bisogna poi evidenziare che il Veneto e diviso: Verona fa la sua parte monopolizzando il traffico commerciale dal Brennero e che strizza l'occhio piu alla lombardia che al Veneto. Padova poi, va per conto suo. Non c'e un gruppo veneto ed a nessuno interessa far aumentare il peso politico del Veneto. Per gli amministratori delle Banche poi, non so se sono piu delinquenti o piu incapaci.