Terremoto, l'Ue stanzia 1,2 miliardi per la ricostruzione. Tajani: «Dall'Europa mai tanti soldi»

PER APPROFONDIRE: europa, terremoto
Il presidente del parlamento europeo Antonio Tafani

di Italo Carmignani

STRASBURGO Mai così tanti e mai in così poco tempo. Al massimo a metà ottobre, all’Italia del terremoto arriveranno milleduecento milioni di euro con un solo battito d’ali europeo. Con ampio spiegamento mediatico, l’annuncio arriva da Strasburgo nel giorno del discorso del presidente Claude Juncker sullo stato dell’Unione. Il maxi-contributo di 1,2 miliardi per le quattro regioni, Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo per il sisma del 2016 e 2017, è la conferma di quanto aveva annunciato settimane fa il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani di fronte alle macerie della chiesa di San Benedetto a Norcia e quanto lo stesso Juncker aveva promesso subito dopo le prime devastanti scosse. Atteso e sperato, lo stanziamento non solo arriverà entro il 15 ottobre, ma sarà interamente spendibile, come spiega l'eurodeputato di Ap Giovanni La Via, relatore del rapporto sulla mobilitazione del Fondo di Solidarietà per l'assistenza all'Italia: «È un provvedimento di estrema importanza non solo perché attribuisce la dotazione più alta mai erogata dal Fondo di Solidarietà Ue, ma anche per la procedura, che ci permette una pronta erogazione».  

Di miliardi non ne arriverà soltanto uno. A margine della cerimonia della firma per lo svincolo dei soldi, lo conferma Tajani: «A questa cifra si aggiungerà una cifra analoga proveniente dai fondi strutturali che potranno essere utilizzati senza il cofinanziamento del 50% ma solo del 5%, quindi denaro cash. In totale - ha concluso Tajani - dalla Ue arriverà un totale di 2-2,5 miliardi».

Una volta passati all’Italia i fondi, saranno il Governo del premier Gentiloni  e il commissario straordinario per il dopo sisma De Micheli a doversi occupare della loro destinazione finale. A Strasburgo si è parlato ancora di casette e di emergenza, ma probabilmente i milioni europei serviranno alla ricostruzione pesante. O almeno al suo avvio. In questo senso, i fondi devono avere destinazioni precise e non vanno erogati a pioggia. Come avveniva neanche tanto tempo fa.
 
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Mercoledì 13 Settembre 2017, 18:59






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