Terrorismo, Gentiloni: «Rischio radicalizzazione nelle carceri e nel web»

Terrorismo, Gentiloni: «Rischio  radicalizzazione da carceri e web»
«Uno dei risultati più importanti» del lavoro della commissione sulla radicalizzazione è aver appurato che «i percorsi di radicalizzazione si sviluppano soprattutto in alcuni luoghi, nelle carceri e nel web, più che in altri luoghi che abbiamo magari molto seguito negli scorsi anni o decenni. Non c'è un idealtipo uguale per ciascuno dei soggetti che si radicalizzano, sono situazioni molto diverse. Ma bisogna lavorare sulle carceri e sul web per la prevenzione». Lo dice il premier Paolo Gentiloni in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

«C'è una specificità» italiana nei fenomeni di radicalizzazione e «per certi versi è più rassicurante nel senso che le dimensioni numeriche della radicalizzazione sono minori che in altri Paesi. Ma il fatto di avere un numero minore di persone radicalizzate o foreign fighters non ci deve indurre a sottovalutare il fenomeno e la necessità di capirlo».  

«La minaccia non autorizza a fare equazioni improprie tra migrazione e terrorismo», continua il ministro specificando che la «bussola su cui si muove il governo» richiede da un lato «politiche migratorie sempre più efficaci, che coniughino attività umanitaria e accoglienza» da un lato 3 «politiche di rigore e di efficacia nei rimpatri» dall'altro. Gentiloni ha anche ribadito come l'Italia stia facendo «un grande sforzo sul contrasto alla radicalizzazione e alla minaccia terroristica» e su questo fronte è necessario un impegno a «medio termine assieme alle comunità islamiche, ingaggiandole in un'attività di prevenzione».

Il ministro Minniti. C'è un «problema che riguarda il web ed è quello che io chiamo il 'malware del terrore'» contro il quale serve una battaglia che «non può essere limitata ad un singolo paese», ha ribadito dopo il premier anche il ministro dell'Interno Marco Minniti sottolineando che per arginare la propaganda del terrorismo islamico attraverso la rete e bloccare i processi di radicalizzazione occorre «costruire rete protettiva», che «deve essere il frutto di una cooperazione internazionale tra governi e grandi provider».
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Giovedì 5 Gennaio 2017, 11:38






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5 di 22 commenti presenti
2017-01-05 12:50:59
Abbiamo degli scenziati che ci Sgovernano..... che dire.... sono arrivati a queste conclusioni dopo anni di studio del problema ! Perfino.... si sono accorti dopo anni e anni che, non sbarcano solo bisognosi, ma soprattutto delinquenti ! Adesso perchè lo dicono loro allora e pura verita e ci vorranno altri anni per iniziare a porvi rimedio (quando sara troppo tardi) se invece lo dicono gli altri tipo Salvini, allora e un fomentatore e squilibrato in cerca di populismo ! Ma a quando una primavera Italiana degna di questo nome ?
2017-01-05 12:51:41
Non hanno tutti i torti,lo stesso povero Salah in carcere sta radicalizzando,pora stella. Il suo avvocato un allarme preciso lo ha lanciato e suo fratello conferma : il piccolo di casa,la creatura ,in carcere sta diventando un müslim cattivo. Allora potremmo liberali tutti quando sono mussulmani e magari regalare loro internet gratis ma col parental control,volendo. Ciò che mi chiedo io è quanto segue : qualsiasi cosa parta dal mio pc è rintracciabile,compreso tab o cellulare quando in rete ; come osate voler far credere alla gente che proprio non li avete nel mirino?
2017-01-05 13:26:50
E allora che facciamo ? Il delinquente islamico e' "meglio" che NON vada in carcere, metti poi che diventa un terrorista ? O forse intende che da domani i "graditi ospiti" che mordono la mano che li ha salvati dalle acque, alloggiati e nutriti, commettendo reati TORNANO IMEDIATAMENTE al paese d'origine, a scontare la pena nelle locali galere ?
2017-01-05 13:34:04
ma cosa dice questo? In carcere non c'è più nessuno! Ah.. dimenticavo è comunista
2017-01-05 13:39:32
Per cui ?? Finita la pena,impacchettati e rispediti al mittente con diffida di rimettere piu' piede in italia per 99 anni.Pena 10 anni di carcere.Problema risolto.