Nuovo record per il debito: 2.270 miliardi ad aprile

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Nuovo record per il debito: 2.270 miliardi ad aprile
È ancora record per il debito pubblico che ad  aprile è
stato pari a 2.270,4 miliardi, in aumento di 10,1 miliardi
rispetto a marzo, come si legge nel fascicolo “Finanza pubblica,
fabbisogno e debito” della Banca d'Italia.
Con riferimento ai sottosettori, il debito delle
amministrazioni centrali è aumentato di 9,6 miliardi, quello
delle amministrazioni locali è aumentato di 0,5 miliardi; il
debito degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato.
Le entrate tributarie sono invece stabili: 28,9 miliardi, stessa cifra di aprile 2016. Nei primi quattro mesi le entrate si sono attestate a quota 120,9 miliardi, in aumento del 2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
 
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Giovedì 15 Giugno 2017, 10:56






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5 di 11 commenti presenti
2017-06-15 22:28:09
Leggevo sulla Cgia di mestre che i licenziamenti sono aumentati del 26 %. Poi la notizia dello ius soli. Apparentemente tra i due non c'e' correlazione. Invece vi sbagliate. Quello che manca all'italia per questa che e' una crisi strutturale sono gli investimenti delle imprese inattuati per decenni cosi' che' le stesse non sono competitive con il resto del mondo. Questo ha portato ad un aumento di licenziamenti piu' o meno legittimi nelle imprese decotte. Un lavoratore licenziato tra indennita' di disoccupazione dell' inps e mancati introiti dell'irpef che putroppo non versa piu' costa al PIl italiano 35 mila euro l'anno (per difetto). Moltiplicate i licenziati negli ultimi anni e fate un po' di conti. Chicca delle chicche adesso vogliono concedere la cittadinanza a chi nasce in italia da genitori stranieri significa che con questa crisi dovrai garantirgli (lavori o meno) assistenza previdenziale per tutta la vita. Credetemi non sono i mille vitalizi che cambieranno questo trend anche se i politici mi stanno antipatici ma e' questa invasione da 10 e passa miliardi annui (le cifre sono cautamente tenute segrete ma credo siano molti di piu') per i profughi che incide. Gli italiani intanto sono costretti ad emigrare ..per vivere!
2017-06-15 14:29:18
Negli anni ottanta - anni di vacche grasse - abbiamo lucidamente scelto di vivere al di sopra dei nostri mezzi, scaricando i debiti sulle generazioni future. Adesso quei debiti sono venuti a scadenza, le vacche sono magre, le giovani generazioni non ci sono. Tra breve le entrate cominceranno ad inaridirsi, per il restringimento della base imponibile: a quel punto saremo come la Grecia. Ma siamo tutti colpevoli di questa situazione che oggi strangola il Paese
2017-06-15 14:50:44
Lucidamente? Ai tempi di democrazia cristiana, Craxi, P2 etc? Mah, secondo me gli italiani non hanno ancora capito che de facto non sono mai stati governati da chi hanno votato.
2017-06-15 21:09:22
Negli anni '80 NON abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi, la spesa pubblica in rapporto al PIL è stata stabile per tutto il decennio, sono invece esplosi gli interessi sul debito grazie alla follia di separare banca d'Italia e ministero del tesoro, decisione presa da Ciampi e Andreatta senza alcun passaggio parlamentare. Finiamola col disco rotto del debito pubblico che si scarica sulle generazioni future, il debito pubblico è REDDITO PRIVATO, a sentire questa retorica pare che ogni volta che si compra un BOT nascano tre debitori: lo stato, l'acquirente e ... suo figlio!!! Il PIL è dato dalla somma di consumi, investimenti, spesa pubblica (sotto forma di sostegno diretto o di taglio delle tasse) e saldo commerciale, tutti col segno "+" davanti, quindi se taglio la spesa pubblica riduco il PIL e aumenta il rapporto debito/PIL. Non siamo tutti colpevoli, chi ci racconta palle su austerità salvifica e la condisce con auto razzismo, chinando il capo di fronte a interessi esteri, è ben più colpevole...
2017-06-15 14:28:34
Gentile Sig. Presidente della Repubblica, la prego, ci faccia andare al voto il più presto possibile in modo da poter avere Governanti diversi, più seri, onesti ed affidabili, altrimenti in Italia presto comanderà la Troika. Potremmo avere tempi molto più duri e difficili di quelli attuali. Io non voglio assolutamente che succeda quello che sta accadendo al Popolo greco, in particolare ai milioni di persone e famiglie che appartengono alla classe meno abbiente e indifesa.