Appalti al Tribunale di Milano, il presidente Bichi: «Evitare illazioni e accertare al più presto le singole responsabilità»

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Appalti al Tribunale di Milano, il presidente Bichi: «Evitare illazioni e accertare al più presto le singole responsabilità»

di Claudia Guasco

MILANO "Accertamenti delle singole responsabilità nel più breve tempo possibile". E' ciò che emerge dalla riunione, convocata per oggi alle 13 dal presidente del Tribunale di Milano Roberto Bichi, per fare il punto sulla vicenda denunciata dall'Autorità nazionale anticorruzione con al centro presunte irregolarità di almeno 18 delle 72 procedure d'appalto per un valore di 8 milioni di euro (su complessivi 16 milioni) di fondi governativi per Expo e messi a disposizione dal Comune per l'informatizzazione e miglioramento dell'attività degli uffici giudiziari milanesi. "In larga parte i fondi sono stati destinati allo sviluppo e all'implementazione del progetto ministariale del processo civile telematico - poi destinato, con vincolo di obblogatorietà, a tutti gli uffici giudiziari italiani - e alla creazione di una sala server-ced, l servizio degli uffici giudiziari di varie regioni del nord Italia", scrive il presidente Bichi nella nota conclusiva.

"EVITARE ILLAZIONI"
Questi interventi, prosegue, "sono stati effettuati tramite gare d'appalto o con affidamento complementare", o ancora "con adesione a convenzione Consip". L'auspicio è quindi che, "qualcora vi siano comportamenti illeciti nella gestione dei fondi Expo 2015 destinati all'informatizzazione e innovazione degli uffici giudiziari di Milano, gli accertamenti delle singole responsabilità avvengano nel più celere tempo possibile, per dirimere dubbi, evitare illazioni, e per non ledere l'immagine e il ruolo del Tribunale di Milano, impegnato nel garantire il massimo di legalità in un'area così importante per il tessuto sociale ed economico dell'Italia". Bichi, all'epoca dell'aggiudicazione delle diciotto gare finite nel mirino dell'Anac guidata da Raffaele Cantone, era il vice dell'allora presidente, ora in pensione, Livia Pomodoro, e risulta non aver avuto alcun ruolo nell'assegnazione degli appalti. In seguito all'indagine e alla conseguente denuncia con cui l'authority anticorruzione ha anche espresso perplessità sull'operato della stessa Pomodoro e di altri magistrati tra cui l'ex vice presidente poi presidente dell'ufficio gip ora numero uno della Corte d'Appello di Brescia Claudio Castelli, la Procura del capoluogo lombardo ha aperto un'inchiesta ancora a carico di ignoti. In base all'esposto dell'Anac, il "Gruppo di lavoro" per l'infrastrutturazione informatica degli uffici giudiziari di Milano in molti casi avrebbe deciso di non fare gare pubbliche e di affidare invece in via diretta gran parte delle commesse a società già "mirate", trovando poi cosmetiche giustificazioni tecniche. Durante la riunione il presidente del Tribunale ha comunicato che "all'ufficio non è pervenuto il provvedimento Anac, il cui asserito contenuto è quindi conoscibile, idirettamente e paraizlmente", solo da articoli di stampa.


 
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Mercoledì 14 Giugno 2017, 14:57






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