Compra uno yacht a Montecarlo,
ma finisce indagato per ricettazione
Guai per un imprenditore ciociaro

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Compra uno yacht a Montecarlo,  ma finisce indagato per ricettazione  Guai per un imprenditore ciociaro

di Pierfederico Pernarella

Va a vedere il Gran Premio di Montecarlo e ne approfitta per acquistare uno yacht pensando di aver fatto un affare, ma ora si ritrova indagato per ricettazione dalla procura monegasca. È la disavventura di cui è protagonista un ingegnere di 50 anni, originario di Ferentino, e proprietario di un’azienda d’impiantistica metallica con sede a Bologna.
Tutto ha avuto inizio nel maggio scorso quando l’imprenditore, appassionato di automobilismo, insieme alla moglie e a un’altra coppia di amici, si è recato a Montecarlo per assistere al Gran Premio di Formula 1. Il Principato è noto anche per il suo porto dove ormeggiano alcuni tra gli yacht più lussuosi in circolazione. Una tappa irrinunciabile. Così l’imprenditore ferentinate ha fatto una passeggiata tra le banchine notando che c’erano numerose barche in vendita. Non avendo problemi di soldi, il 50enne ha cominciato a farci un pensierino. Ha chiesto informazioni in giro fino a quando non si è imbattuto in un signore russo, apparentemente un magnate, che stava vendendo un Princess 56 Fly: 16 metri per cinque, cinque cabine, due bagni. Un gioiellino. Inizia così la trattativa. Il ciociaro chiede in giro per farsi un’idea e i due alla fine si accordano, con un atto firmato davanti a un notaio, per 200mila euro: 100mila d’anticipo e il resto con due assegni post datati. Affare fatto. L’imprenditore è convinto, anche alla luce delle informazioni raccolte, di aver strappato un prezzo giusto e non vede l’ora di fare la sorpresa alla moglie. Peccato che la fregatura, e che fregatura, fosse in agguato.
I GUAI DOPO IL GUASTO
Agli inizi di giugno, il ciociaro, insieme ad un amico esperto di nautica, è tornato a Montecarlo per definire gli ultimi dettagli dell’acquisto. Chiedono al russo di provare lo yacht ma il giro in barca dura poco a causa di un guasto che costringe i due a chiamare i soccorsi e tornare a terra trainati. L’imprenditore affida l’imbarcazione a un cantiere per far effettuare la riparazione e torna in albergo. Poco dopo però il ciociaro viene raggiunto dai poliziotti con in mano una denuncia. Per ricettazione. Il motore del yacht che si era rotto è risultato rubato in Spagna l’anno prima. L’imbarcazione è stata sequestrata e con tutta probabilità anche questa potrebbe essere di provenienza illecita. L’imprenditore ciociaro è tornato al porto alla ricerca del venditore, ma del russo non c’era più traccia.
LA DENUNCIA
A quel punto il 50enne ha capito di essere rimasto vittima di una truffa e si è affidato agli avvocati Carlo Mariniello e Stefano Popolla per presentare una denuncia contro il russo, o presunto tale, e chiedere il sequestro degli assegni non ancora incassati.
Intanto l’indagine della magistratura monegasca prosegue con ulteriori accertamenti, ma l’imprenditore e i suoi legali sono convinti di poter dimostrare la buona fede. Alla denuncia sono state allegate alcune testimonianze che provano che il ciociaro non poteva essere a conoscenza della provenienza illecita del motore dello yacht.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lunedì 19 Giugno 2017, 18:22






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