Brucia un capannone occupato da immigrati: morto un 44enne

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Brucia capannone occupato da immigrati: morto un 44enne
Un morto e due feriti, non gravi. Ma anche tanta paura. Questo il bilancio di un rogo venutosi a creare nella tarda serata di ieri nell'ex mobilificio Aiazzone a Sesto Fiorentino (Firenze), da due anni occupato, e dove vivevano un'ottantina extracomunitari, per lo più somali.
 
 


Al divampare delle fiamme, scoppiate per cause da accertare, tutti si sono salvati tranne un 44enne, un somalo, regolare in Italia. È stato ritrovato all'interno del fabbricato dai Vigili del fuoco, intervenuti con 35 uomini e più mezzi. Le condizioni dell'uomo sono apparse subito critiche, è stato a lungo rianimato, inutile poi la corsa in ospedale. Portati via dall'ambulanza anche altri due stranieri perchè intossicati: dal 118 si spiega che le loro condizioni non sarebbero preoccupanti. Tra le prime ipotesi al vaglio degli investigatori, quella che le fiamme si siano sprigionate in seguito al tentativo da parte degli occupanti di scaldarsi con mezzi di fortuna.



IMMIGRATI IN PIAZZA Un gruppo di circa 50 stranieri, che occupavano il capannone andato a fuoco la notte la scorsa a Sesto Fiorentino, si è radunato davanti alla sede della prefettura a Firenze insieme ad alcuni esponenti del Movimento di lotta per la casa. I manifestanti hanno gridato 'vergogna, vergogna' e hanno esposto alcuni striscioni, tra cui quello con la scritta 'vogliamo una casa e una vita dignitosa'. In un altro striscione si attribuisce allo Stato la colpa di quanto successo. Alcuni si sono quindi distesi a terra per bloccare il traffico.

"MORTO PER COLPA DELLO STATO" Alcuni degli occupanti dello stabile, che stanno protestando davanti alla prefettura a Firenze, hanno srotolato lo striscione con la scritta 'Ali Muse è morto per colpa dello Stato'. L'uomo che ha perso la vita la notte scorsa nel rogo del capannone a Sesto Fiorentino «è morto, secondo quello che hanno detto i sopravvissuti, perché è rientrato per cercare di recuperare i documenti, che per lui erano la cosa più importante perché cercava di ricongiungersi alla moglie e ai due figli che abitano in Kenya», racconta Serena Leoni, coordinatrice dell'associazione Medici per i diritti umani che assiste la comunità che occupava lo stabile.

STABILE OCCUPATO DA IMMIGRATI Lo stabile che un tempo ospitava il mobilificio Aiazzone, in via Avogadro, era stato occupato nel dicembre 2014 da una cinquantina di extracomunitari, tutti, secondo quanto spiegato all'epoca dal Movimento di lotta per la casa, profughi richiedenti asilo che erano stati in precedenza ospitati per alcuni mesi in strutture di accoglienza. Una comunità poi praticamente raddoppiata. Per loro ora la notte proseguirà in tenda: il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi, arrivato a sua volta in via Avogadro dove sono intervenuti carabinieri, polizia, vigili urbani, protezione civile e sanitari, ha cercato soluzioni contattando anche i comuni vicini e la prefettura. Ma gli extracomunitari non hanno voluto andarsene, non volevano dividersi.

Sono rimasti vicino all'ex capannone: per loro, nell'attesa, distribuite coperte e bevande calde, date le rigide temperature. Proprio per il freddo era stato montato anche un punto medico avanzato. Alla fine è stato deciso di allestire due grandi tende, nella vicina piazza Marconi. Intorno alle due si è poi concluso l'intervento dei pompieri: spente le fiamme, ultimate le verifiche all'interno dell'immobile, suddiviso in tanti locali dagli occupanti, per accertarsi che non ci fosse qualcun altro. I controlli sono stati negativi: nessun disperso, hanno confermato i Vigili.
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Giovedì 12 Gennaio 2017, 08:43






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5 di 12 commenti presenti
2017-01-13 15:10:12
il mistero e' che gia' qui hanno tanto "freddo"! ma poi "dicono" di non voler proprio restare in Italia (vedi Ventimiglia, Brennero, Svizzera) ma di andare in Germania, Svezia, Norvegia, Finlandia e Polo Nord
2017-01-13 10:33:36
Ma che ci facevano li da tanti anni? E non diano colpa allo Stato se da noi fa' freddo: se se ne stavano a casa loro non avevano problemi ne' mdi caldo, ne' di documenti, ne' di altro!!!
2017-01-13 08:12:53
ieri, almeno credo di aver capito, dicevano che erano gia' tutti in salvo ma uno era rientrato per recuperare i documenti per poter ottenere il "ricongiungimento familiare" (in Italia) con la moglie e la famiglia...
2017-01-12 21:01:34
Ma qualcuno di quegli informatori culturali è in grado di spiegare a questi rifugiati economici che non possono parlare di diritti, di diritto alla casa, al mantenimento gratuito,ecc. Può accampare diritti chi ha lavorato e regolarmente contribuito a quella cassa comune "sociale". Un rifugiato economico in virtù del suo status non può contribuire in quanto "invisibile". Nella remota ipotesi che il "rifugiato" avesse un lavoro regolare.....per quanti anni il soggetto ha contribuito al sociale? Non certo per un periodo sufficiente per poter parlare di diritto.....si metta in coda perché lui viene dopo chi ha contribuito al sociale per anni e sta ancora in coda cercando di capire per quale motivo ha contribuito per poi vedersi "passare" da parassiti senza arte ne parte!!
2017-01-12 18:38:10
quelli che fanno piu' danni sono le associazioni pro clandestini.