Strage sul bus in Irpinia, mezzo fuori controllo:
pezzi del motore in strada un km prima
I feriti sono 24, le vittime 39

PER APPROFONDIRE: a16, avellino, irpinia, pullman, viadotto
Strage sul bus, 39 morti e 24 feriti
Pezzi del motore in strada un km prima
Oggi lutto nazionale
Strage sul bus, 39 morti e 24 feriti
Pezzi del motore in strada un km prima
Oggi lutto nazionale
AVELLINO - Pezzi del motore trovati un chilometro prima, l'autista che tenta di limitare la velocità del pullman appoggiando il veicolo sulla barriera laterale. Sono queste le ultime indiscrezioni sulla dinamica dell'incidente di domenica sull'A16, l'autostrada Napoli-Bari, all’altezza di Monteforte Irpino, in provincia di Avellino.



Il bilancio è di 39 morti e 24 feriti (10 del bus, 14 tra gli automobilisti travolti dal pullman). Dei 39 morti 28 risultano residenti a Pozzuoli. Il pullman è precipitato giù dal viadotto. Il Napoli in lutto per la tragedia ha annunciato di aver annullato la festa prevista questa sera allo stadio San Paolo per la presentazione della squadra. Il Cdm ha proclamato il lutto nazionale per domani. Il premier Enrico Letta si recherà domani mattina sul luogo della disastro. Messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha chiesto più sicurezza. Lo choc dei primi soccorritori: «C’erano cadaveri ovunque»



Mezzo già danneggiato mentre percorreva tratto forte pendenza. Parti del sistema di trasmissione dell'autobus sono state trovate a terra oltre un chilometro prima del luogo dove è precipitato e questo, sottolineano all'ANSA fonti vicine all'inchiesta, rende molto probabile che il mezzo fosse già danneggiato mentre percorreva un tratto in forte pendenza.



L'autista dell'autobus avrebbe tentato di limitarne la velocità, non avendo più il controllo del mezzo, appoggiando il veicolo sulla barriera laterale destra già centinaia di metri prima del luogo da dove è precipitato, senza però riuscirci in modo significativo. È quanto apprende l'ANSA da fonti qualificate.



Funerali domani a Pozzuoli. Si svolgeranno domani i funerali delle vittime del bus. Lo conferma Vincenzo Figliolia, sindaco di Pozzuoli. I funerali si svolgeranno al Palasport di Monteruscello, frazione di Pozzuoli, alle 9.30.



La Procura della Repubblica di Avellino ha sequestrato le immagini dell'incidente riprese da telecamere fisse della società Autostrade per l'Italia dislocate lungo il percorso autostradale. L'inchiesta è per omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Lo ha detto ai cronisti il procuratore di Avellino Rosario Cantelmo, aggiungendo che ci sono già alcuni nomi sul registro degli indagati.

L'indagine sarà «a tutto campo». Gli accertamenti giudiziari saranno finalizzati a far luce non solo su eventuali responsabilità dell'autista, che è morto nell'incidente, ma anche sulle condizioni tecniche dell'autocorriera. Inoltre, sarà verificato il corretto segnalamento dei cantieri autostradali presenti nella zona. L'inchiesta potrà poi riguardare anche la qualità tecnica della barriera di protezione che è stata abbattuta dall'autobus




Gravi due dei cinque bambini che lottano per sopravvivere dopo il tragico incidente: sono ricoverati all'ospedale Santobono di Napoli. «Sono in gravi condizioni e ricoverati rianimazione» dicono i medici. I due piccoli, un maschietto e una bambina entrambi di tre anni, sono in prognosi riservata. A riferirlo all'Adnkronos Salute è il direttore sanitario dell'ospedale, Carlo Maranelli, che aggiunge: «Gli altri tre piccoli feriti, due bambine di 10 e 4 anni e un bimbo di 10, hanno riportato diverse fratture ma non sono in pericolo di vita».



Nell'incidente ha perso la vita anche Luciano Caiazzo, quarantenne di Pozzuoli, organizzatore della gita a Telese Terme conclusasi in tragedia ieri sera.




Il pullman di pellegrini veniva da una visita da Padre Pio. Il mezzo avrebbe tamponato l’auto che lo precedeva per poi sbandare e sfondare il guard rail del viadotto. Un volo di trenta metri, mentre le auto che precedevano il pullman si urtavano a catena.
La polizia stradale ha sequestrato tutta la documentazione relativa al bus Volvo.
Il ministro dei trasporti e infrastrutture Maurizio Lupi ha parlato di 39 morti.



La velocità del pullman. Prima di abbattere il guardrail e finire nella scarpata l'autobus andava ad una velocità elevata. La circostanza, secondo quanto si apprende, è stata riferita da diversi testimoni agli investigatori e confermata dai primi rilievi.




Nessuna traccia di frenata. La polizia autostradale non ha rilevato segni di frenata da parte dell'autobus. Il mezzo secondo una prima ricostruzione si è strascinato lungo una barriera di cemento ed ha poi sfondato il guardrail finendo nella scarpata.



Cento metri contro il guardrail e poi il volo dal viadotto, un salto di 30 metri e poi lo schianto: quello che doveva essere un fine settimana di festa alle terme, con un pellegrinaggio a Pietralcina nella terra di Padre Pio, si è trasformato in una disastro di innocenti: 38 vittime e 10 feriti, molti dei quali in gravi condizioni per un bilancio che non è ancora definitivo.



Accertamenti tossicologici saranno effettuati sul cadavere dell'autista del bus. I test per verificare l'eventuale presenza di droghe o alcol nel sangue, secondo quanto si apprende da fonti investigative, saranno effettuati attraverso l'analisi dei liquidi biologici.



La polizia stradale ha sequestrato tutta la documentazione relativa al bus Volvo. Secondo quanto si apprende, gli uomini della Polstrada si sono recati nella sede della «Mondotravel» di Giugliano e oltre ai documenti relativi al pullman sul quale sono morte 38 persone, hanno sequestrato anche i documenti degli altri mezzi della ditta, per verificare che tutto fosse in regola.




VIDEO

- La disastro

- I soccorsi

- L'incidente

- Il sindaco di Monteforte: i corpi erano dilaniati




FOTO

- La tragedia

- Il groviglio di lamiere

- Il recupero del pullman


- L'incidente dall'alto



I Vigili del fuoco di Avellino guidati dal comandante provinciale Alessio Barbarulo hanno lavorato per tutta la notte per estrarre le vittime e i superstiti dalle lamiere contorte dell'autobus ormai ridotto a rottame. Lungo la provinciale che porta a Taurano, proprio sotto il viadotto dell'autostrada, sono state allineate 36 bare, accanto a vestiti e lenzuoli insanguinati, bagagli ed effetti personali delle vittime, pezzi di sedili dell'autobus e della barriera new jersey dell'autostrada travolta dalla folle corsa del bus.



I corpi delle vittime sono poi stati portati nella palestra della scuola media di Monteforte Irpino, trasformata in una camera ardente dove sono già arrivati diversi familiari e amici. Urla, pianti, disperazione sui volti. «Erano amici che andavano in gita spesso, si conoscevano quasi tutti - racconta uno di loro -. Avevano deciso di trascorrere un fine settimana a Telese Terme e poi un giorno a Pietralcina. Ad organizzare era sempre la stessa persona, Luciano Caiazzo, salumiere di Pozzuoli».




«E' scoppiata una gomma
». «Mia nipote mi ha raccontato che è scoppiata la gomma sinistra dell'autobus. L'autista ha cercato di tenere il controllo in tutti i modi ma non c'è riuscito e il bus è sbandato finendo giù nel dirupo»: lo ha raccontato una delle superstiti, Annalisa, a suo zio Vincenzo Rusciano, che l'ha incontrata in ospedale ad Avellino.



Annalisa è mamma di due bimbi, coinvolti nell'incidente e ricoverati al Santobono di Napoli. Suo marito è ricoverato al Cardarelli. «Le ho parlato solo pochi minuti - dice lo zio Vincenzo - Aveva il volto tumefatto e non riusciva a parlare bene». Quello della famiglia Rusciano è un bilancio di quattro superstiti, ma anche di quattro parenti che hanno perso la vita nell'incidente dell'autostrada in Irpinia. Sono infatti morte due sorelle di Vincenzo Rusciano e due cognate.



Il perito: gomme al 50%. Il vice sindaco di Monteforte Irpino (Avellino), Costantino Giordano, è stato tra i primi ad arrivare sul luogo dell'incidente, «alle 21,10 ero già lì», racconta. E lui, oltre ad essere un amministratore, è anche un esperto di gomme, visto che è titolare di un centro pneumatici. «Le gomme dell'autobus le ho viste, da lontano, e c'era buio, non le ho viste bene, nel senso che mi sembravano a posto al 50%». E proprio sulle gomme, oltre che sul sistema di frenante, che la Polstrada sembra stia concentrando le indagini. «Le gomme erano ricoperte di erba e non so dire se l'usura è stata determinata dalla frenata nell'ultimo tratto o se era precedente - specifica il vice sindaco che sulle gomme effettua anche perizie - quello che so è che noi faremo il massimo possibile per dare assistenza ai parenti delle vittime e che spetterà alla Polstarda fare le indagini su quanto successo
».



Il riconoscimento dei corpi straziati. Le operazioni sono quanto mai complicate visto che i corpi, in alcuni casi, non sono affatto riconoscibili. Alcuni parenti hanno identificato i loro cari dalla fede piuttosto che da pezzi degli abiti che indossavano. Intanto il Comune di Monteforte Irpino sta provvedendo ad allestire gazebo e condizionatori nel cortile della scuola che ospita la camera ardente: il forte caldo di queste ore potrebbe, infatti, causare ulteriori malori tra i parenti delle vittime.



14 feriti tra gli automobilisti. Prima di finire nella scarpata l'autobus proveniente da Telese Terme ha urtato altre sei automobili, provocando il ferimento di 14 persone che erano nelle vetture. Nessuna di queste è in gravi condizioni.



Prefetto: non risultano dispersi. Secondo quanto rende noto il prefetto di Avellino, Umberto Guidato, il bilancio della disastro è di 38 morti e di 10 feriti. Il prefetto ne ha parlato alla camera ardente dove è appena giunto. Secondo Guidato, non ci sarebbe nessun disperso.



Cancellieri. «È terribile. Purtroppo sono fatti drammatici sui quali bisognerà poi comprendere bene tutte le dinamiche che hanno portato a questo. Certo sono morti davanti ai quali ci inchiniamo». Lo ha detto il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, alla commemorazione di Rocco Chinnici il magistrato ucciso dalla mafia nel 1983, commentando l'incidente.



Letta: ci uniamo allo strazio delle famiglie. «Mi unisco allo strazio, al dolore delle famiglie delle vittime» della tragedia in Irpinia. «Esprimo qui la vicinanza mia e di tutto il governo». Lo ha detto il premier Enrico Letta ad Atene ringraziando il premier greco Samaras per la solidarietà espressa. In segno di lutto per il gravissimo incidente accaduto ieri sera in Irpinia, il presidente del Consiglio Enrico Letta, che si trova ad Atene, ha annullato una visita in forma privata all'Acropoli che aveva programmato per questa mattina. Confermati gli altri impegni ufficiali: alle 11,00 l'intervento a un seminario sull'Europa e le vie di uscita dalla crisi che si terrà presso l'Ufficio del Parlamento europeo nella capitale greca; alle 12,00 colloquio con il presidente del Consiglio ellenico, Antonis Samaras, a Palazzo Maximos, sede del Primo ministro. Al termine vi saranno dichiarazioni alla stampa.
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Lunedì 29 Luglio 2013, 07:56




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5 di 12 commenti presenti
2013-07-29 09:28:00
.....sulle cause freni ....pneumatico .....stendiamo un velo pietoso ! E se fosse solo una disattenzione, considerata la dinamica ???
2013-07-29 09:41:00
I pullmann gran turismo e i loro autisti dovrebbero passare una revisione completa ogni 6 mesi. E avere un limitatore di velocita', spesso li vedo andare a 130 in autostrada, il che e' decisamente eccessivo!
2013-07-29 10:06:00
@ commento inviato il 29-07-2013 alle 09:41 da Anton48 Solo dopo i 60 anni c'è la "revisione completa" annuale. E dopo i 65 anni STOP alla guida delle corriere. L'età dello STOP è stata elevata da 60 a 65 anni solo dopo la riforma pensionistica (maledetta !) .-
2013-07-29 11:56:00
aquilasolitaria lo so... il mio era un pio desiderio. Nel mio piccolo, mi sono imposto lo stop guida da un anno, a 64 e con patente appena rinnovata, visto che il mio stato di salute non mi dava sufficienti garanzie di prontezza di riflessi e di resistenza alla stanchezza. Certo, ci ho perso in indipendenza, ma ci ho guadagnato in sicurezza e tranquillita' di coscienza.
2013-07-29 13:28:00
sembra, da altre fonti giornalistiche, che il pullman viaggiasse con la porta anteriore aperta o mancante. non sapremo mai come era messo meccanicamente questo mezzo e di certo la nostra beneamata elise francia non ce lo dirà mai.