In questi giorni il "Dreams Team" del Cisas (il centro interdipartimentale

In questi giorni il "Dreams Team" del Cisas (il centro interdipartimentale di studi e attività spaziali, istituito nel 1990 dall'Università di Padova), in collaborazione con Inaf Osservatorio Capodimonte di Napoli, ha consegnato ad Esa, presso il prime industriale Thales Alenia Space di Torino, il modello elettrico ingegneristico dell'esperimento Dreams per la missione Exomars 2016. È un importante risultato sia per lo sviluppo del modello da volo che sarà consegnato entro la fine dell'anno, sia per l'intera missione. Infatti il team padovano, guidato da Stefano Debei del Dipartimento di Ingegneria Industriale, è stato il primo ed il più veloce nella consegna del prototipo, che è di fondamentale importanza per la verifica delle funzionalità e delle prestazioni di hardware e software.
L'esperimento Dreams, infatti, consta di numerosi e sofisticati strumenti per la misura di pressione, temperatura, velocità del vento marziano, umidità, presenza di polveri e caratterizzazione delle loro proprietà elettriche. Il tutto è gestito da una complessa elettronica e da un software “intelligente” che deve pilotare autonomamente tutte le misurazioni e le analisi preliminari, prima di inviarle a terra e questo in un ambiente in cui la temperatura varia da -110 a 20 °C nell'arco del giorno marziano. È una sfida tecnologica in cui l'Italia svolge un ruolo di primo attore grazie al contributo dell'Asi.
Il contributo del Cisas, il cui direttore è Piero Benvenuti, al programma congiunto Esa-Roskosmos, riveste un ruolo di primo piano per la missione del 2016, che prevede un satellite orbitante e l'atterraggio di un lander realizzato da Thales Alenia di Torino. Il lander porterà con sé un importante esperimento per l'indagine e lo studio dell'atmosfera marziana sia durante la fase di discesa sia al suolo, caratterizzando anche le polveri durante una stagione corrispondente a tempesta di sabbia.
Sarà la prima volta che un lander tutto europeo ed italiano, atterra sul suolo marziano, analizza l'ambiente e trasferisce le preziose informazioni a terra con prestazioni fino ad ora mai raggiunte. Ciò è anche evidenziato dal nome scelto per l'esperimento: Dreams (e di sognare c'è n'è proprio bisogno!), frutto della collaborazione tra Cisas, che gestisce tutte le attività per la progettazione e collaudo dell'esperimento e il contributo fornito da istituti quali Inaf di Napoli, Latmos francese, oltre a inglesi e finlandesi.
Il Cisas contribuisce inoltre anche alla successiva missione del 2018 con Amelia, esperimento che elabora e interpreta scientificamente i dati dei sensori ingegneristici preseenti sul modulo di discesa e collaudando per ESA, nel simulatore marziano sviluppato ad-hoc, il sofisticato trapano che andrà ad investigare il sottosuolo del pianeta rosso.

Domenica 16 Marzo 2014, 05:02






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