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Mondo ovale di Antonio Liviero e Ivan Malfatto

Coppa al veleno: il Petrarca eliminato immeritatamente da imbattuto

La fase a gironi della terza coppa europea (Qualifying competition) si è appena conclusa. Oltre a stabilire il nuovo record negativo per il rugby italiano (per la prima volta una sola squadra e non due allo spareggio per la Challenge Cup), ha consumato una beffa velenosa. L’eliminazione del Petrarca Padova, unica formazione tra le otto in lizza ad aver vinto tutte le partite disputate, insieme ai russi del Krasny Yar.

La beffa, dice qualche petrarchino, è colpa del Rovigo. Fattosi battere agevolmente all’ultima giornata al “Battaglini” 42-11 proprio dal Krasny Yar, che ha così conquistato il suo quarto punto di bonus su quattro, chiudendo in classifica a 20 punti contro i 19 del Petrarca. Il quale ha fallito il suo unico punto di bonus proprio contro i Bersaglieri. Ci sta, in nome della storica rivalità del vero derby d’Italia (che non è certo Benetton-Zebre in Pro 12, come qualcuno lo chiama adesso). Non ci sta, se guardiamo i fatti. I russi hanno dato la paga a tutti e il Rovigo di quest’anno finora non è all’altezza di quello diventato campione d’Italia (che comunque aveva pure perso di brutto con gli altri russi dell’Enisei, 31-0).

Il vero motivo della beffa velenosa è la formula illogica della Qualifying competition. Nella quale le squadre di un girone giocano solo contro quelle dell’altro, producendo una classifica di scontri indiretti. Sportivamente un’aberrazione, o quasi. Così il Mogliano ha potuto qualificarsi vincendo l’altro girone con solo 12 punti e la metà del bilancio dei padovani: 2 successi (facile contro i belgi del Dendermonde, a sorpresa contro il fino a quel momento imbattibile Calvisano) e 2 sconfitte (contro il Krasny Yar e lo stesso Petrarca).

Petrarchini quindi “béchi e bastonà”. Beffati due volte ed eliminati immeritatamente (il tecnico Andrea Cavinato dice con orgoglio di aver ricevuto complimenti da tutti in Europa per il loro torneo). Se si vuole che la beffa non si ripeta, magari a danni degli altri, bisogna cambiare la formula della terza coppa. Non dovrebbe essere un grosso problema, essendo la Federazione italiana co-organizzatrice del torneo, insieme a Eprc e Rugby Europe.

Se invece si pensa che non andare a giocare un duro spareggio di andata-ritorno, più l’eventuale finale di Qualifying, ad aprile-maggio, in piena corsa scudetto, non è in realtà una beffa così grande per le aspirazioni tricolori di una squadra, non c’è bisogno di cambiare nulla. Ma questo è un altro discorso... (Ivan Malfatto)

Venerdì 23 Dicembre 2016, 10:51
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