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Modi e Moda di Luciana Boccardi

Pitti Uomo: fiori anche sulle gambe
per lui. La forza del denim e decor

La silhouette? Resta asciutta senza esagerazioni: nè grasso nè magro è il commento di un visitatore che si muove a fatica tra una folla (proprio una folla) di visitatori che danno ragione a chi considera Pitti Uomo la manifestazione più verace per la moda maschile. Nell'ingresso i pannelli giganti che riproducono fiori raccontano il tema dell'edizine 2017 dedicata alla primavera-estate 2018 per un uomo che non ha più limitazini un tempo considerate divieti per il look maschile: mutati i tempi mutati i gusti, oggi non ci sono preclusioni all'uso di dècor, di momenti design leggeri che fino a ieri erano prerogativa femminile. E messaggio per lui è il gioco decorativo messo in pratica da Rifle, la firma che da sempre detta il modus per far vivere al denim stagioni diverse. Nella collezione proposta per la prossima stagione estiva 2018 i dècor immaginati dalla fantasia di Fabrizio Sclavi (supportata dall'abilità di Gastel) applicati ovunque suggerisca un'idea di tatuaggio sul tessuto. E il denim diventa quasi prezioso nelle interpretazioni metropolitane che - conferma Giulio Fratini con pacata autorevolezza - consentono di indossare il jeans senza soluzione di occasioni.
Se parliano di jeans l'omaggio della critica di moda va a Roy Rogers che conferma la primazia del "fatto su misura" e la nuova formula di decolorazione naturale.
La rassegna fiorentina si è inaugurata con l'importante mostra "Sul filo di lana" realizzata per celebrare 200 anni di Lanerossi.
Altro momento signifioativo la sfilata dell'Istituto Marangoni voluta per raccontare al pubblico internazionale di Pitti proprio l'internazionalità di questo istituto, forse il primo nel mondo per la serietà con cui prepara i nuovi talenti dello stilismo di moda. Tra le presenze da sottolineare nella stessa sede "Plus que ma vie", per la prima volta a Pitti.
Fiori, fiori svettanti come bandiere dagli striscioni di Pitti ma fiori anche sulle gambe per l'uomo 2018 firmati Bresciani: più corti, più lunghi, soprattutto realizzati con un nuovissimo filato in mischia lino, seta e cotone purissimo: quello che da sempre veniva prodotto in formule inimitabili in Egitto e che Bresciani impiega non a caso chiamandolo "Nilo". Ovviamente con stampa floreale.


 

Giovedì 15 Giugno 2017, 00:04
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