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Modi e Moda di Luciana Boccardi

Milano "very" Curiel all'insegna di
Redstone - Una bella Ma'An

E' stato l'evento più interessante per il riferimento diretto al made in Italy e alla sua identità nel cosmo della creatività dove essere italiano è un valore aggiunto. Con uno spiegamento di suggestioni anche mondane, al numero 13 di via Montenapoleone si è consumato il battesimo della nuova appartenenza del marchio Curiel, tra i primi in una scala di valori legata alla grande eleganza, all'alta moda italiana, oggi acquisito dal brand cinese che gestisce anche "Giada" ( griffe importante del pret-à-porter).
Quando Lella chiama (è il diminutivo che Raffaella Curiel accetta con simpatia), Milano corre. E l'afflusso di visitatori per la mini-mostra con la quale la stilista (di origini triestine) ha presentato la sua collezione "Very Curiel" di alta moda, ha confermato che per l'eleganza a lettere maiuscole non c'è solo da valutare l'interesse degli addetti ai lavori, della stampa di settore presente tutta, ma c'è la risposta del mondo inellettuale che conferma la convinzione del sociologo Konig per il quale  la moda " è un principio universale, uno degli elementi di civilizzazione in quanto non interessa solo il corpo femminile ma tutti i suoi mezzi di espressione".
Mr. Zhao Yizheng, presidente di Redstone, la società cinese che ha acquisito il marchio italiano, ha precisato che non intende assolutamente interferire sulla creatività della Curiel che resta saldamente nelle mani della stilista italiana.
Collezione di sintesi questa presentata nel nuovo prestigioso atelier Curiel : nei ventotto capi  dedicati alle quattro stagioni c'è il compendio dell'alta sartoria, quelle formule rimaste segreto di pochi (come il "moulage", ovvero l'arte di drappeggiare i vestiti direttamente sul corpo, o le applicazioni più esasperate di pizzo su tessuti di totale leggerezza). Dai classici con plissè e volants al più raffinato pigiama da sera verde "chartreuse",i rossi definiti con una scala cromatica inedita, il magico blu, il mauve , proposto con un abito sognante fatto di giochi indefiniti di sovrapposizione con pizzo e chiffon. Le scollature calibrate, bellissime quelle che liberano la schiena in un gioco di seduzione d' alta gamma. Infine la tecnologia applicata all'arte di vestire con la proposta di abiti decorati con motivi di lacche particolari che diventano resine non definibili.
C'è arte ma c'è anche un rispetto scientifico per la costruzione di un vestito in questa signora della moda che per le sue relazioni intellettuali viene definita la "regina di Milano". In questa sua collezione, la fantasia gioca a rimpiattino con la tecnica : "l'alta moda è una scienza esattta" - amava precisare Irne Brin, non a caso ricordata dalla grande stilista milanese anche in occasione di questa superba "Very Curiel" 2017.
Per il settore del fatto a mano, nel contesto di un nuovo pret-à-porter con proposte sartoriali, una segnalazione di riguardo spetta a Ma'An (in lingua araba "acqua") presentata con la firma di Bona Bonarelli e dedicata a un vestire "liquido", a capi ampi, morbidi, che scivolano sul corpo regalando seduzione e comodità. Bellissimi i suoi "caftani" occidentali ma anche le sue mises più da "palazzo" che da "casa" chic. Belli anche gli accessori a tema, in questa collezione dedicati al mare.
E per la matrice sartoriale una parola autorevole lasciamola dire al giovane Giuseppe di Morabito che con la moda in libertà si permette autorevolmente di giocare.




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Domenica 26 Febbraio 2017, 10:18
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