BLOG
Modi e Moda di Luciana Boccardi

"Il viaggio con Dior" di Maria Grazia
Chiuri per l'A/I 2017-2018

Vi sono collezioni sulle quali è bene ritornare a mente libera, lontano dal vento delle passerelle che si susseguono impedendo a volte di cogliere l’essenza più segreta che uno stilista imprime a un nuovo look. Dior, nell’ultima tornata parigina dedicata all’alta moda del prossimo autunno-inverno 2017-18, ha scritto un racconto di viaggio immaginifico: il viaggio onirico di Maria Grazia Chiuri nato sfogliando vecchi appunti del grande couturier francese, scoprendo il suo bisogno di avventura, di esplorazione, il suo entusiasmo  per i personaggi femminili che hanno popolato la letteratura di viaggio lasciando una immagine forte, importante, un’eleganza che Dior ha inseguito fantasticamente e che ora Maria Grazia Chiuri  - che occupa settant’anni dopo il suo posto -  ha voluto rispolverare alla luce di un nuovo tipo di immagine femminile: la donna che ama scoprire, un personaggio  come Freya Stark, scrittrice il cui nome occupa gli scaffali letterari più importanti per  la serie dedicata ai viaggi e che ha lasciato il suo nome legato ad Asolo, fascinoso borgo medievale veneto dove tornava ogni volta carica di emozioni da affidare alle pagine dei suoi libri.
Su quest’onda di nostalgia letteraria, Maria Grazia Chiuri ha riportato Dior nel cuore della Francia, sulla spianata di Les Invalides – all’ombra di Napoleone che vi è sepolto -  per proporre una collezione tutta suggerita da emozioni che la stilista ha raccolto sfogliando appunti, soffermandosi su segni, tracciati,   parole.  Dior amava dare dei nomi ai suoi abiti: “mi sono raccolta intorno a un nome come “abbandono” – ha voluto precisare la stilista -  perché è una sensazione che ogni donna prima o poi prova, ed è stato emozionante dargli forma di abito, così come mi ha dato spunti intensi  “diabolique” perché anche questo è un diavoletto che prima o poi ad ogni donna suggerisce atteggiamenti, decisioni, mood .“
 Non a caso il  “new-diabolique”   Dior 2017-18 è un abito nero con interno rosso.
Tigri, leoni, giraffe, aquile, zebre di cartapesta che la regia della sfilata faceva spuntare dalla vegetazione esotica evocante l’idea della donna esploratrice icona di questa collezione, sembravano scortare le modelle in abiti inediti, lunghi, quasi severi, realizzati con quel gioco caro a Dior che rendeva i tessuti maschili  iperfemminili, sensuali. Nero, grigio, rosso e kaki i colori impiegati per soprabiti “new look” raccolti in vita , ampi, sbiechi, con revers stondati. Tailleurs new look , spinati, pied-de-poule, tweed, in versione lunga sempre con tessuti soffici e caldi, morbidi ; vestiti da sera come grembiuli  superlussuosi in lievissimo cachemire  cadente  dall’ampiezza trattenuta sempre da cinture che segnano il punto vita Dior.
Con trucco naturale, trasparente, Maria Grazia Chiuri, “Freya Stark” del terzo Millennio,  sfida l’eleganza con una moda bellissima e colta. E il viaggio  fantastico di  Dior continua, non sappiamo verso quali  nuovi lidi.

 

Martedì 18 Luglio 2017, 19:57
COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti
POST
pubblicato ilDomenica 13 Agosto 2017, 20:18
pubblicato ilSabato 5 Agosto 2017, 10:24
pubblicato ilMartedì 1 Agosto 2017, 23:59
pubblicato ilLunedì 31 Luglio 2017, 01:31
pubblicato ilMartedì 25 Luglio 2017, 20:24
pubblicato ilSabato 22 Luglio 2017, 00:45
pubblicato ilLunedì 17 Luglio 2017, 01:28
pubblicato ilSabato 8 Luglio 2017, 11:33
SEGUICI SU FACEBOOK
SEGUICI SU TWITTER