ROMA - L'agenzia di valutazione americana Fitch ha tagliato il giudizio della Grecia a "CCC", un gradino sopra il livello "D" che indica default, dal precedente "B-". Lo comunica l'agenzia di rating. «Il downgrade riflette il rischio, esacerbato, che la Grecia possa non essere più in grado di sostenere la sua presenza nell'Unione economica e monetaria».
Secondo Fitch «i forti risultati riportati dai partiti 'anti-austerity' alle elezioni del 6 maggio e la conseguente impossibilità di formare un governo evidenziano la mancanza di consenso pubblico, e politico, per il programma di sostegno Ue-Fmi da 193 miliardi di dollari». Se dalle nuove elezioni del 17 giugno «dovesse scaturire un governo non in grado di continuare le riforme richieste dal programma Ue-Fmi - prosegue l'agenzia di rating - un'uscita della Grecia dall'euro sarebbe probabile». A ricaduta, secondo Fitch ci sarebbero ampie insolvenze del settore privato e delle obbligazioni denominate in euro, nonostante i costi di finanziamento del debito contenuti grazie alla ristrutturazione dello scorso marzo.
Intanto i deputati eletti lo scorso 6 maggio hanno giurato nel Parlamento di Atene. Come da tradizione, alla cerimonia ha presenziato l'arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, Ieronimos. L'ex presidente dell'Assemblea, Filippos Petsalnikos, ha reso noto che - d'accordo con i leader dei partiti - vista la situazione economica del Paese è stato deciso che i nuovi deputati non riceveranno alcun compenso per i giorni in cui sono stati in carica. La Grecia ha un governo provvisorio composto da 16 ministri, per lo più alti funzionari statali e docenti universitari, che avrà il compito di portare il Paese alle nuove elezioni legislative che si terranno il prossimo 17 giugno. L'esecutivo ad interim è guidato da Panayotis Pikramenos, 67 anni.