VENEZIA (29 luglio) - L'assessore veneto al Turismo Marino Finozzi ha inviato una lettera aperta sulla vicenda della famiglia con una bambina di 4 anni gravemente malata a cui in un albergo di Bibione è stato chiesto di far colazione e di cenare in un orario diverso da quello degli altri clienti per non creare disturbo dovuto alle reazioni fisiche della bambina.
«Il valore di una società si riconosce da come tratta i suoi figli più deboli. Sono assessore al Turismo della Regione del Veneto da pochi mesi, ma da subito mi sono impegnato affinché la grande macchina del turismo della nostra Regione, un'industria fatta di uomini e donne, di strutture di prim'ordine che attirano ogni anno 14 milioni di turisti che trascorrono nelle nostre spiagge, nelle nostre montagne, nelle nostre città d'arte, nei nostri laghi e nelle nostre terme oltre 60 milioni di notti, fosse un macchina adatta a tutti», sottolinea l'assessore veneto.
«Il futuro del turismo del Veneto non è quello dei resort esclusivi, ma quello del turismo inclusivo, aperto anche a quelle famiglie che hanno membri con esigenze speciali: bambini piccoli, anziani con difficoltà di deambulazione, persone con disabilità fisiche o intellettive più o meno gravi - sottolinea Finozzi - Il nostro turismo vincerà la sfida della competitività solo se avrà la capacità di mettersi in gioco per far si che queste persone non trovino barriere, né fisiche né culturali, per l'accesso alle nostre strutture».
Prosegue Finozzi: «Quando ho ricevuto l'esposto dell'Unione consumatori del Veneto e ho letto il caso della famiglia che in un albergo di Bibione si è sentita chiedere di far pranzare la figlioletta malata in un orario diverso da quello degli altri clienti mi sono sentito stringere il cuore e mi sono vergognato - ammette Finozzi -. Credo che sia necessaria una crescita culturale importante da parte degli albergatori che ancora considerano le persone con esigenze speciali un disturbo per la vacanza dei clienti normodati, e da parte di alcuni clienti che ancora ritengono una condizione necessaria per il proprio relax l'allontanare dai propri occhi il dolore e la sofferenza, o anche solo la diversità».
«La nostra società è destinata con gli anni a diventare sempre più una società formata da persone con esigenze diverse: accettarle è un dovere morale per tutti - conclude - Sono convinto che la nostra industria turistica possa trarre un grande vantaggio nel dare, prima di altre, risposte in questo senso. E gli operatori devono sapere che la Regione del Veneto sarà al loro fianco in questa trasformazione. Perché non accadano mai più episodi come quello di Bibione, che feriscono non solo una famiglia, ma l'intera comunità di cui questa famiglia è parte».