TREVISO (28 luglio) - Gli insegnanti non devono accettare che a scuola i ragazzi usino il linguaggio colloquiale degli sms e con cui comunicano su internet, ma devono rafforzare lo studio e la conoscenza dell'italiano, reintrodurre le poesie da imparare a memoria e le opere dei grandi della letteratura italiana.
Secondo l'assessore regionale all'Istruzione Elena Donazzan, è questa la ricetta da appolicare nelle scuole di ogni ordine e grado per far fronte alla scarsissima conoscenza della lingua italiana da parte degli studenti denunciata dalla dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale di Treviso Maria Giuliana Bigardi. «Purtroppo l'evidenza di una non adeguata conoscenza della nostra lingua italiana si manifesta non solo a scuola - osserva l'assessore - ma molto spesso sui giornali, in televisione in particolare, nei test d'ingresso all'università, nella stesura dei testi per gli esami di Stato, nella politica e comunque in tutte quelle occasioni in cui non solo la comprensione ma anche la forma sono importanti. È all'interno della scuola - aggiunge Donazzan - che va ristabilita una forma che si tradurrà certamente in maggiore rispetto per le istituzioni, ma anche nell'ottenimento di quei livelli di qualità che sono necessari per affrontare la complessità del mondo. La conoscenza della nostra bella lingua nazionale rappresenta anche la forza della nostra cultura. «Ai nostri giovani oggi è richiesto di essere preparati e di sapersi ben presentare - conclude - e l'italiano è una delle principali chiavi d'accesso».