Padova. Si impicca due ore prima di
essere sfrattato. Biglietto ai figli: "Addio"

Il condominio di Padova in cui viveva Salvatore Collodoro (Candid Camera)

di Cesare Arcolini

PADOVA (28 aprile) - Si Ť impiccato due ore prima di subire uno sfratto esecutivo per morositŗ. Ha lasciato un biglietto in cui chiedeva scusa ai figli e spiegava il gesto estremo. “Sono malato, non riesco piý a vivere e oggi mi arriva anche lo sfratto esecutivo. Addio”.



Salvatore Collodoro, 59 anni, ex mercante d’abiti, si √® legato una corda al collo, si √® appeso a una trave dell’appartamento di via Giovanni di Verdara 58 a Padova e si √® lasciato cadere nel vuoto. La tragedia si √® consumata nel primo pomeriggio di ieri. Il corpo ormai senza vita di Collodoro √® stato trovato alle 14.30 dal figlio minore di 26 anni. Con l’ex moglie aveva avuto anche un primo figlio che ora ha 31 anni. La scena che si √® presentata davanti agli occhi del giovane √® stata terribile. Istintivamente il ventiseienne ha chiamato il 118 con la speranza di poter ancora salvare il padre. Ma quando il personale medico del Suem √® giunto nell’appartamento ormai per Salvatore Collodoro non c’era pi√Ļ nulla da fare.



Sono stati chiamati anche i carabinieri. I militari, giunti intorno alle 16.30 in via Giovanni di Verdara, vicino alla palazzina hanno fermato i proprietari dell’appartamento dove viveva Collodoro. Erano l√¨ per assistere allo sfratto esecutivo per morosit√†. I carabinieri li hanno invitati ad allontanarsi. Il pubblico ministero di turno, Emma Ferrero, ha disposto che il corpo fosse trasferito in obitorio. L’ex moglie di Collodoro, a cui √® intestato il contratto d’affitto, √® da tempo malata. Una situazione familiare devastante, che giorno dopo giorno ha portato il cinquantanovenne ad allontanarsi dalla vita, fino alla definitiva resa.



Difficile capire come sia iniziata la parabola discendente dell’ex venditore di abiti. La relazione sentimentale si era ormai conclusa e Collodoro era separato in casa. La depressione che lo ha travolto √® forse figlia di un fallimento che passo dopo passo si √® concretizzato nella sua mente. Senza che nessuno potesse aiutarlo. In via di Verdara l’arrivo dell’ambulanza e dei carabinieri ha richiamato l’attenzione di molta gente che ha tentato di capire cosa fosse accaduto in quel condominio rosso a quattro piani.



Un altro suicidio di un piccolo lavoratore autonomo nel giro di pochi giorni: una settimana fa si era tolto la vita un imbianchino di Rovigo, che prima di morire aveva accusato alcuni debitori di non averlo pagato.
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Mercoledì 28 Aprile 2010, 08:46






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