Rocco Siffredi, grande ritorno al porno:
«Mi mancava troppo il sesso»

Rocco Siffredi (foto di archivio)
ROMA (18 dicembre) - Basta con questa noiosa pensione: Rocco Antonio Tano, in arte Rocco Siffredi, non ce l'ha fatta a vivere una vita "normale" e ha deciso di tornare sui set porno. Insomma, il sesso, il "recitare" con belle donne e l'essere un'icona hard gli mancavano troppo e ha deciso di riprovarci, come racconta in un'intervista a Sette, il settimanale del Corriere della Sera.

Lui, va detto, le ha provate tutte per resistere:
ha tentato con la regia, con la pubblicità, ha cercato di fare lo stilista, insomma, si è sforzato per disintossicarsi, ma proprio non ha trovato "la sua dimensione" come egli stesso ha ammesso. Inoltre tutto quel dilettantismo davanti alla macchina da presa, da parte dei giovani attori dell'hard, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: «Ero frustrato - spiega al settimanale - . La pornografia, nella nostra società, è diventata fast food. Oggi non c'è alcuna formazione. I ragazzi hanno un'insicurezza totale, preferiscono assumere farmaci per andare sul sicuro. Non c'è più tempo né voglia di conoscere la donna». Tant'è che Rocco ha perfino fondato una scuola: la Siffredi Porno Academy.


Ma quello che gli mancava davvero era il sesso:
«Finita la mia carriera da attore non era facile per uno che era abituato a 4-5 scene di sesso al giorno restare fedele alla propria moglie. È stato un periodo bruttissimo - spiega - Come un matto uscivo di casa e mi caricavo in macchina la prima che capitava pur di sfogarmi, poi ho capito che non potevo andare avanti così e con l’amore di Rosa sono tornato a ritmi normali».

Per celebrare il suo ritorno Siffredi ha deciso di far le cose in grande: scene al limite con nove porno-star, come Aurora Snow, Bobbi Star e Alexis Texas.

Rocco racconta a Sette anche di Moana: «Spesso l'ho sentita mentire in tv. Diceva che non avrebbe mai potuto fare a meno del porno e del sesso, ma non era vero. Moana aveva cominciato a soli 17 anni. Allora era irriconoscibile: un viso nulla di che, senza seno e col naso curvo. Poi l'incontro con Schicchi e la scelta di continuare su questa strada trasformandosi nella Moana che tutti conosciamo.
L'ho vista un mese prima che morisse. Ed era già morta. Stava mangiando sola al ristorante sulla via Cassia "Il fico d'India-La storta" dove noi pornoattori ci incontravamo. Aveva grandi occhiali da sole, il viso scavato e, a occhio, il suo corpo raggiungeva a malapena i 40 kg. Prima di andarsene mi sorrise e mi abbracciò dignitosamente, senza dire nulla. Il cancro al fegato la stava divorando. Surreale: solo sei mesi prima avevamo girato insieme un film erotico e non mostrava alcun segno della malattia».

Venerdì 18 Dicembre 2009



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