ROMA (25 novembre) - Sono 60 mila i file, tra visibili e cancellati, presenti nella memoria del computer di Brenda, la transessuale testimone nell'inchiesta sul caso Marrazzo trovata morta il 20 novembre scorso per asfissia da fumo nel suo monolocale di via Due Ponti, a Roma.
I consulenti tecnici nominati dalla procura stanno completando la scansione dell'hard-disk del pc: al momento è stato recuperato il 16 per cento del contenuto. Circa 130 gigabyte di memoria, uno spazio considerevole considerando che un film occupa mediamente due-tre gigabyte.
Nuovo sopralluogo nell'abitazione di Brenda alla ricerca di ulteriori elementi utili per la ricostruzione delle modalità culminate nella morte della trans. Prossimamente sarà risentita in procura la trans China, che nel programma «Porta a Porta» di qualche giorno fa ha parlato di circa 30 mila euro consegnati a Brenda dall'ex presidente della Regione Lazio. Circostanza, quest'ultima, non riferita quando fu sentita la prima volta dopo la morte della collega, ed amica del cuore, brasiliana.
Prossimamente sarà risentita in procura la trans China, che nel programma Porta a Porta di qualche giorno fa ha parlato di circa 30 mila euro consegnati a Brenda dall'ex presidente della Regione Lazio. Circostanza, quest'ultima, non riferita quando fu sentita la prima volta dopo la morte della collega, ed amica del cuore, brasiliana.
Prosegue anche l'inchiesta sulla morte del pusher Gianguerino Cafasso che per la Procura di Roma è stato ucciso da una dose di eroina «mascherata» da coca. Cafassò morì il 12 settembre scorso. L'avvocato Monica Gregorio, legale della famiglia di Cafasso, ha incontrato oggi il pm Francesca Passaniti, che indaga sulle cause della morte di Cafasso. «Abbiamo dato la nostra disponibilità a nominare dei consulenti medico-legali. Riteniamo che con i risultati degli esami tossicologici, che ancora non sono stati depositati, si possono eliminare molti dubbi e imprecisioni dette in questi giorni», ha detto la penalista sottolineando che «Gianguerino non era la persona che è stata descritta. Aveva una condanna per droga ma risalente ad oltre dieci anni fa». «La famiglia vuole che sia fatta chiarezza. Molte sono le persone che dovrebbero esser chiamate a rispondere di quanto avvenuto, a cominciare dalla sua compagna Jennifer e una trans sua amica», ha concluso l'avvocato.