CONEGLIANO (23 novembre) - Due ragazzi feriti e un giovane arrestato. É il bilancio di una notte di follia alla Zion rock club di Conegliano. In questo capannone della zona industriale della cittadina trevigiana si erano dati appuntamento sabato sera oltre mille ragazzi, in arrivo da tutta la regione per assistere all’unica tappa nel Nordest dei Bloody Beetroots, un duo di musica elettronica, formato da Bob Rifo e Tommy Tea, entrambi di Bassano.
L’atmosfera, in attesa che "gli alfieri mascherati" salissero alla console, era già calda, un mix micidiale di elettronica e isteria. In pista centinaia di persone che saltavano, si spingevano, "pogavano", per dirla con il loro gergo. Ma all’improvviso una ragazza si è accasciata, per un attimo ha pensato di aver preso un pugno all’addome, ma quando si è guardata la mano ha visto sangue, tanto sangue, che le usciva dalla pancia. Un taglio netto e profondo in pieno addome. Da qui alla consapevolezza di quanto accaduto è stato un attimo. E attimi concitati sono seguiti: è stata accompagnata all’esterno, sono arrivati i soccorsi che per oltre mezz’ora hanno fatto di tutto per stabilizzare quella ragazza che sembrava in fin di vita.
E.F., era arrivata da Padova con un gruppo di amici per festeggiare i suoi vent'anni. Il suo compleanno è finito ancor prima d’iniziare. Trasportata in ospedale a Conegliano è stata operata d’urgenza nella notte. Ora le sue condizioni sono stabili ma ne avrà per due mesi. Ma la notte è stata tragica anche per un sedicenne veneziano di Salzano pugnalato alla spalla, anche lui è stato accompagnato all’ospedale, per essere poi dimesso con una prognosi di 15 giorni.
Allo Zion il dj mascherato è salito sul palco lo stesso. I ragazzi feriti non l’hanno sentito, ma lui, Bob Rifo, ha suonato per loro. È stato informato di quanto accaduto e, d’accordo con la proprietà e la polizia, ha deciso di fare una dj set breve. Dentro c’erano oltre mille ragazzi, il panico era da evitare. Intanto la polizia ascoltava i ragazzi: più d’uno ha riferito d’aver visto un giovane con i pantaloni chiari e la maglietta dei Bloody Beetroots avvicinarsi alla ventenne e colpirla, come averlo visto colpire il ragazzo.
E ben presto il cerchio gli si è chiuso attorno: Giorgio Caneva, 19enne di Minerbe, nel Veronese, è stato arrestato dopo poche ore. Era ubriaco fradicio: alle 5,30 l’alcoltest era arrivato a 1,66. Ma nonostante l’alcol ha fatto di tutto per non essere individuato. È andato in auto e si è cambiato la maglia, mettendosene una bianca, e quando gli investigatori gli hanno chiesto conto del sangue sui pantaloni non ha battuto ciglio: «Mi sono ferito al mignolo», ha risposto. Di risposte invece non ne ha avute per quelle quaranta lattine di birra, quel coltello e quella spranga di ferro che la polizia gli ha trovato in auto.