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Sparito da un mese il ragioniere di Polverara, collaboratore
della società veneta al centro dell'inchiesta per fatture false

Mirco Voltazza è indagato (foto archivio)

di Lino Lava

VENEZIA - Gli investigatori del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza sono piombati venerdì mattina in via Argine Sinistro 6 a Polverara, nel Padovano. Ma il ragioniere Mirco Voltazza aveva intuito che prima o poi gli investigatori delle fiamme gialle sarebbero venuti a cercarlo ed è sparito. I familiari non lo vedono da più di un mese.

L’ex impiegato di banca, ex gestore dell’Aci di Piove di Sacco, ex promotore finanziario e adesso collaboratore del "Gruppo Mantovani" ha una condanna a un anno e mezzo che è passata in giudicato. Dovrebbe scontare, almeno, una misura alternativa. Ma Mirco Voltazza è coinvolto anche nell’inchiesta sul "Gruppo Mantovani". E sapeva che i finanzieri sarebbero andati a cercarlo.

Il quarantanovenne è iscritto nel registro degli indagati per emissione di fatture false tramite sue società. Cosa ci faceva un pregiudicato per ricettazione, peculato e calunnia nel "Gruppo Mantovani"? In una nota dell’ottobre scorso l’Ufficio di esecuzione penale esterno del ministero della Giustizia si afferma che Voltazza collaborava con il gruppo per la costruzione e la successiva demolizione della piattaforma su cui sorgerà l’Expo 2015 a Milano. Sempre secondo la nota Uepe, il ragioniere ha un contratto di collaborazione come libero professionista e lavora nel suo ufficio di Marghera, in via F.Bandiera 45 con un orario preciso, dalle 8 alle 20.

Ma gli investigatori del nucleo di polizia tributaria non sarebbero andati a perquisire la sua abitazione, che è un casolare rustico del Settecento appena restaurato, solo per il suo contratto di collaborazione per la costruzione e la demolizione della piattaforma dell’Expo 2015. Le fiamme gialle indagherebbero su di lui anche per presunti raggiri ai danni di Luigi Dal Borgo, socio della Mantovani, e al presidente del gruppo, ingegner Piergiorgio Baita. Voltazza si sarebbe anche vantato pubblicamente di aver avuto delle "amicizie" nell’Agenzia delle entrate, nella finanza e nella magistratura. Anzi, avrebbe detto, addirittura, che era protetto da un magistrato.

Dimessosi dal Banco Ambrosiano Veneto nel 1993, assieme al fratello Giancarlo Mirco Voltazza ha gestito la delegazione Aci di Piove di Sacco fino al 2005. E in quel periodo sono arrivate le prime condanne per peculato e calunnia. I fratelli Voltazza avrebbero riscosso tasse automobilistiche per un importo di 16 milioni di lire senza poi versarle all’Aci. I fatti risalgono al novembre 1997. Mirco Voltazza si era recato in un ufficio postale e aveva compilato un bollettino di conto corrente. Destinataria del versamento era la direzione centrale per gli affari tributari dell’Aci. Nel bollettino era stata però indicata la cifra di 16.000 lire. Secondo l’accusa la ricevuta era stata contraffatta nel tentativo di far passare la svista per un mero errore materiale. Che avrebbe anche potuto rimanere inosservato. Mirco Voltazza aveva poi cercato di far ricadere le colpe dell’accaduto sull’impiegato dell’ufficio postale che aveva ricevuto il versamento. Successivamente ha collaborato come promotore finanziario del gruppo Savesim di Bolzano. E anche lì si sono verificati altri fatti per i quali l’inchiesta è ancora in corso.

Adesso Mirco Voltazza si considera un "consulente tecnico ambientale". Questo gli deriva dal fatto di aver collaborato con un’azienda che si occupava di tecnologie ambientali. Ed è come esperto ambientale che ha ottenuto l’incarico dal "Gruppo Mantovani".

mercoledì 6 marzo 2013



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