Valvole killer, l'ospedale rivuole
i soldi dai familiari delle 29 vittime

Dopo la sentenza della Cassazione l'azienda sanitaria vuole
recuperare il milione e mezzo di euro pagato per gli indennizzi

I familiari delle vittime alla lettura della sentenza del giugno 2008 (archivio)

di Federica Cappellato

PADOVA - Soldi pubblici che devono innescare la retromarcia. Una provvisionale anticipata, poi chiesta indietro con il favore della legge e ora, di fronte al "silenzio" dei debitori, sollecitata adendo le vie legali. Ingiunzione di pagamento ai pazienti delle valvole Tri-technologies: chi doveva restituire quel denaro e non l'ha fatto, ora è "incoraggiato" a procedere dall'Azienda ospedaliera, con a capo il suo direttore generale Adriano Cestrone.

In totale si tratta di 1.595.340,35 euro reclamati a 29 persone. Presenti in lista anche eredi di alcuni pazienti poi defunti, più tre avvocati (Bruno Bertolo, Giovanni Maria Barcati e Alvise Fontanin). Una decisione presa perchè «il mancato recupero delle somme dovute, oltre agli interessi legali, comporterebbe sicuro danno erariale a carico dell'Azienda ospedaliera».

Quindi nelle scorse ore il direttore Cestrone ha dato mandato ai legali Maria Grazia Calì e Luciana Puppin di procedere, autorizzando «la proposizione di ricorsi per ingiunzione nei confronti dei beneficiari dei pagamenti». Si va da un massimo di 90.750 euro pro capite a un minimo di 6.600 (i più oscillano tra i 50 e i 65 mila euro). «Nonostante le diffide inviate, nessuno ha adempiuto restituendo il denaro ricevuto nel 2009. Si ritiene pertanto indispensabile procedere per via giudiziale nell'azione di recupero», scrive il manager nel documento che dà il via all'operazione di rientro.

Il pregresso: in attesa che divenisse definitiva la decisione del Tribunale di Padova del 2008, nel procedimento a carico del professor Dino Casarotto, è stato raggiunto un accordo provvisorio volto a regolare temporaneamente i rapporti tra Azienda e parti civili che ha previsto a carico della prima l'anticipazione di una somma parte della provvisionale - in pendenza dell'appello - con l'impegno delle seconde a non mettere in esecuzione i capi civili della decisione di primo grado e a restituire - in tutto o in parte - quanto ricevuto con gli interessi di legge in caso di passaggio in giudicato di una decisione diversa. Analogamente sono stati corrisposti per intero gli importi liquidati in primo grado per le spese legali, con l'identico impegno alla restituzione in caso di revoca della statuizione stessa. Revoca poi disposta dalla Corte d'Appello, e confermata della Cassazione.

Sabato 15 Settembre 2012



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