BELLUNO - Ha ceduto una sosta, un chiodo, conficcato in parete da chissà quanto, e tre alpinisti sono volati giù. Un volo di un centinaio di metri, di quelli che non lasciano scampo. Sono morti così, ai piedi del Cridola, la montagna che stavano scalando, Andrea Zanon, 38 anni, Maudi De March, 36, entrambi di Chies d’Alpago, e David Cecchin, 28 anni, di Belluno. Zanon e De March facevano parte del Soccorso alpino della stazione dell’Alpago, Cecchin si stava preparando per entrare fra i volontari. La tragedia è accaduta ieri sulla via Dino e Maria, sul versante di Domegge della montagna a cavallo tra i comuni di Lorenzago e Forni di Sopra.
Partiti in mattinata per la scalata, i tre non hanno fatto più rientro al rifugio Padova, dove erano attesi. Nel pomeriggio dunque è scattato l’allarme. La ricognizione dell’elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha rivelato ciò che era accaduto. I corpi dei tre uomini sono stati recuperati dai soccorritori del Centro Cadore e dall’equipaggio del Suem.
La causa dell’incidente è stata il cedimento della sosta del secondo-terzo tiro. In pratica, è saltato uno dei chiodi esistenti in parete, che non ha tenuto e di conseguenza ha rimosso tutti gli altri. La notizia della scomparsa dei tre giovani si è propagata come un fulmine a ciel sereno fra i soccorritori. Fino all’ultimo c’è stata la speranza di trovare i compagni ancora in vita. Anche se sarebbe stato un miracolo.
«Il dolore immenso, ancora una volta - commenta il delegato bellunese Cnsas Fabio Rufus Bristot - con un altro colpo al Soccorso alpino. Erano tutti ragazzi giovani... Ormai toglieremo il mese d’agosto dal calendario». Impossibile non pensare al 22 agosto 2009, quando l’elicottero del Suem precipitò a Rio Gere, Cortina, dopo aver urtato i cavi della media tensione mentre faceva una ricognizione su una frana. Allora morirono quattro soccorritori, il pilota Dario De Felip, il copilota Marco Zago, il medico Fabrizio Spaziani e il tecnico di elisoccorso Stefano Da Forno. Il 31 agosto 2011, un anno fa, nel crollo della parete nord del Pelmo, durante un intervento di soccorso, morirono altri due volontari: Alberto Bonafede e Aldo Giustina, entrambi di San Vito. La maledizione d’agosto del Soccorso alpino sembra non aver ancora fine.