Obodo racconta il sequestro: «Mi sono
liberato da solo scappando nella foresta»

Il calciatore dell'Udinese spiega d'essere fuggito quando ha
capito che volevano ammazzarlo: «Devo ringraziare Dio»

Obodo in un'azione con la maglia del Lecce
UDINE - Il calciatore dell'Udinese Christian Obodo racconta ancora sotto choc le fasi della sua liberazione in Nigeria dove venerdì sera era stato rapito da un gruppo di ribelli davanti a una chiesa mentre si trovava in auto.
Il 28enne talento nigeriano - ora in prestito al Lecce - raggiunto telefonicamente rivela: «Mi sono liberato da solo, quando ho sentito che l'unica persona che mi controllava doveva ammazzarmi. Allora ho approfittato del momento buono, gli ho dato una spinta e sono scappato».

Il racconto del sequestro è stato fatto dal giocatore da un albergo in Nigeria dove si trova con i familiari. «Sono fuggito di corsa e poi da una foresta sono arrivato in un piccolo villaggio - continua Obodo che tornerà in Italia tra una decina di giorni - la gente mi ha riconosciuto e ha chiamato la polizia. Ringrazio Dio, è andata bene, ma sono sotto choc».

Lunedì 11 Giugno 2012



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