Paolo, muore schiacciato sotto le macerie
il giorno prima del 37. compleanno/ Video

Era appena tornato al lavoro a Medolla (Modena). Oggi avrebbe
festeggiato con moglie, figli e gli amici di Castelmassa (Rovigo)

Siclari si era trasferito a Castelmassa nel 2001 (foto dal profilo Facebook)

di Marcello Bardini

ROVIGO - Il terremoto in Emilia continua a mietere vittime. Al triste bilancio va aggiunto anche un castelmassese. Paolo Siclari, messinese d'origine, che lavorava all'Haemotronic di Medolla, ma viveva a Castelmassa (Rovigo), dove si era trasferito nel 2001, insieme alla moglie Viviana Lo Furno, sposata due anni prima. Siclari lascia anche due figli, Riccardo e Erika, entrambi minorenni.

L'operaio è rimasto schiacciato sotto le macerie della fabbrica, il giorno prima del suo trentasettesimo compleanno: era nato il 30 maggio 1975. I conoscenti lo descrivono come un ragazzo allegro, che amava dedicare il proprio tempo alla famiglia e agli amici. Appena poteva, ritornava nella sua regione d'origine, che non smise mai d'amare: sulla propria pagina Facebook, Siclari si dichiarava «fiero di essere siciliano». Anche a Castelmassa aveva subito stretto amicizia con gli altri siciliani trasferitisi nel paese altopolesano, in particolare con i fratelli Buscaino, gestori di un chiosco all'aperto fino all'anno scorso. Siclari aveva poi sempre avuto ottimi rapporti con la famiglia del cognato, Giacomo Russo, altro siciliano residente a Castelmassa da anni.

Era un ragazzo sportivo, Siclari: i conoscenti ricordano la sua passione per gli sport acquatici. Giocava inoltre a calcio nella squadra amatoriale di Castelmassa: sabato scorso aveva raccontato ai compagni di squadra che due giorni dopo avrebbe ripreso a lavorare. Aveva parlato di questo, prima di iniziare la partita dei playoff del campionato amatoriale. Non sapeva che quella partita sarebbe stata l'ultima.

Parole di cordoglio sono giunte dal presidente della Regione, Luca Zaia, dopo la conferma che il corpo recuperato tra le macerie è quello di Siclari. «Nel dramma di questo terremoto c'è anche la storia delle nostre genti, il carattere, il coraggio, la tenacia di chi non si arrende di fronte alle avversità, anche quelle più crudeli. Questo racconta la tragica vicenda del trentasettenne rodigino di Castelmassa, ucciso nel crollo della fabbrica del Modenese in cui lavorava».
Il distretto industriale mirandolese dà lavoro a diversi castelmassesi, che conoscevano bene Siclari e non riescono a capacitarsi di quanto successo. «Il mio pensiero va innanzi tutto alla sua famiglia - conclude Zaia - ai due bambini che ha lasciato e alla comunità del paese polesano. Rivolgo a tutti loro le mie condoglianze e quelle dell'intera Regione».

Anche il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, ha espresso il cordoglio della città sicliana ai familiari di Siclari: i genitori Gaspare e Concetta, cui il sindaco ha fatto pervenire il messaggio di vicinanza della comunità, vi risiedono ancora.

Da una settimana la vittima era a casa dal lavoro, in quanto la Haemotronic era stata chiusa dopo il terremoto di domenica 20. L'azienda modenese è leader nella fornitura di strumenti per uso medicale, caposaldo del distretto della zona: un'agglomerazione di imprese del settore, specializzate nella produzione di dispositivi medici quali apparecchiature e prodotti monouso (i cosiddetti “disposable”) per applicazioni terapeutiche, situate nella zona di Mirandola e nei comuni limitrofi quali Medolla, Concordia, Cavezzo, San Felice sul Panaro, San Possidonio, San Prospero e Carpi: le zone più colpite dal terremoto. Resta da chiarire il motivo per cui l'azienda fosse stata dichiarata agibile.

Mercoledì 30 Maggio 2012



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