Equitalia ha commesso errori, ma questo
clima incendiario non risolve i problemi

Caro direttore,
quando i rapporti umani cessano e il cittadino diventa un suddito si possono manifestare i gravi fenomeni di intolleranza a cui stiamo assistendo e che stanno interessando anche Equitalia.
Questo non significa voler giustificare la violenza, ma prendere atto di una situazione fossilizzata da sempre dove il settore pubblico non è più al servizio del cittadino. Nel nostro Paese anche il semplice usciere si ritiene un generale e a volte basta una vetrata per trasformare sportelli pubblici in un muri di Berlino.

Vittorio De Marchi
Albignasego (Padova)


Caro lettore,
so di dire forse cose che, soprattutto in questo momento, possono essere impopolari, ma ho la sensazione che questa campagna contro Equitalia stia superando i limiti della pur comprensibile protesta e assumendo toni pericolosi.

Mi spiego: non ci sono dubbi che l'azione degli esattori difetti, in alcuni casi, di quella necessaria quota di buon senso e di senso della misura che dovrebbe caratterizzare, soprattutto in una fase di grave crisi economica, un fisco amico e non nemico dei cittadini. Aggiungiamo pure che certe interviste con toni da "giustiziere" rilasciate da alti dirigenti dello Stato non hanno certo contribuito a creare un clima favorevole. Anzi, hanno ingenerato la sensazione di un'amministrazione pubblica animata da una volontà punitiva, quando non vendicativa, nei confronti di tutti i cittadini e non solo a coloro che non rispettano le regole.

Ciò detto e stigmatizzato, non può esistere alcuna forma di comprensione verso chi assalta sedi o tende agguati ad ispettori di Equitalia, i quali tra l'altro spesso hanno l'unica colpa di fare il loro lavoro e di eseguire disposizioni. Né sono accettabili, neppure da parte di noi giornalisti, letture semplicistiche che inducono a individuare in Equitalia il responsabile unico di scelte drammatiche o il capro espiatorio della insana politica fiscale che opprime da anni il nostro Paese.

Creare un clima incendiario e di contrapposizione non serve a risolvere i problemi di nessuno, men che meno quelli di imprenditori e lavoratori in difficoltà o impossibilitati a saldare i loro conti con il fisco. Apre invece la strada a derive pericolose. E di ciò è bene che siano consapevoli tutti.

Domenica 13 Maggio 2012



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