Bambine di 5 e 6 anni violentate da papà:
scoperto grazie ai disegni delle figlie

Stupri ripetuti denunciati dall'ex compagna e confermati dai
quaderni delle piccole. Il primo avvocato rinuncia all'incarico

Agghiacciante violenza sessuale su minori a Treviso

di Roberto Ortolan

TREVISO - Violenze sessuali agghiaccianti e ripetute nel tempo sulle figliolette di pochi anni: è questa l’ipotesi d’accusa dalla quale è chiamato a difendersi un operaio, poco più che 30enne, all’epoca dei fatti residente fra Treviso e Conegliano.

L’uomo - secondo quanto ha ricostruito la Procura di Treviso - avrebbe abusato delle figliolette di 5 e 6 anni, sulle quali si sarebbe accanito sottoponendole a vere e proprie sevizie sessuali. Condotte che lo hanno fatto finire prima sul registro degli indagati e successivamente alla sbarra, con l’ipotesi d’accusa di violenza sessuale su minori (all’epoca dei fatti contestati le figlie avevano meno di 7 anni).

A far cadere in trappola l’uomo, operaio insospettabile, è stata la compagna che, quasi casualmente, lo ha smascherato e subito denunciato. Poco prima dell’udienza davanti al giudice, l’operaio, che aveva sempre respinto le accuse professando la propria innocenza, è svanito nel nulla. Ora resta da capire se si sia allontanato solo temporaneamente, se abbia cambiato casa senza comunicarlo agli inquirenti o se abbia deciso di sottrarsi alla giustizia. Resta il fatto che il processo non si è potuto celebrare perché, oltre all’imputato, ha disertato l’aula di giustizia anche l’avvocato che inizialmente lo aveva assistito d’ufficio (ha fatto pervenire la rinuncia non avendo mai potuto incontrare il cliente per concordare una strategia difensiva).

Al giudice non è rimasto che assegnare all’operaio "orco" un legale d’ufficio. La difesa è così stata assunta dall’avvocato Fabio Crea che ha chiesto e ottenuto alcune settimane per studiarsi gli elementi di prova in possesso della Procura. Ad incastrare il padre degenere ci sarebbero, oltre alla denuncia dell’ex compagna, i "circonstanziati" racconti delle due figlie minorenni dai quali, grazie alla ricostruzione ricavata dagli psicologi infantili attraverso i disegni delle bambine, emergerebbero una serie di disturbi della personalità tipici dei minori vittime di abusi sessuali.

Ci sarebbero inoltre precisi episodi che, seppur raccontati con animo innocente da bambine di 5 e 6 anni, farebbero emergere in modo "crudo e disarmante" le violenze sessuali. Si tratterebbe di carezze proibite nelle parti intime, ma anche di "penetrazioni" che, oltre a provocare ferite fisiche, avrebbero compromesso la fragile psiche delle due bambine.

Domenica 13 Maggio 2012



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