Safilo, annuncio choc: mille posti di lavoro
tagliati nelle quattro sedi del Nordest

Perso Armani, l'azienda comunica consistenti riduzioni
a Padova, Santa Maria di Sala, Martignacco e Longarone

Uno stabilimento della Safilo

di Eva Franceschini

VENEZIA - Annuncio choc dalla Safilo, leader mondiale nella produzione di occhiali: al termine di un incontro di oltre quattro ore svoltosi ieri con i sindacati, l'azienda ha ufficializzato mille esuberi a partire dai prossimi mesi: quasi un terzo della forza lavoro del gruppo padovano che conta, solo in Italia, circa 3.500 dipendenti.

La crisi dunque non ha risparmiato una delle realtà imprenditoriali più famose del Triveneto che sarà costretta, a causa della perdita del marchio Armani, a ridurre l'organico di mille lavoratori, tra i quattro stabilimenti di Padova, Santa Maria di Sala (Venezia), Martignacco (Udine), e Longarone (Belluno). La notizia è stata data direttamente dalla stessa Safilo. «L'azienda», recita un comunicato, «ha presentato il piano industriale ed ha reso noto che preliminarmente sono stati identificati 1000 esuberi sui siti italiani derivanti dal mancato rinnovo della licenza Armani». Sulle modalità dei tagli per ora non ci sono elementi di certezza. Safilo ha solo precisato: «di aver immediatamente avviato un tavolo negoziale con i sindacati per definire il migliore assetto industriale ed organizzativo futuro, con l'obiettivo di minimizzare l'impatto sociale e di salvaguardare la competitività aziendale a favore dei lavoratori che rimarranno in forza, realizzando i piani a medio e lungo termine per i quali il "Made in Italy", l'innovazione e la qualità del prodotto rimangono assolutamente prioritari».

Proprio per questo è stato fissato, fino al 28 maggio, un serrato calendario di incontri tecnici di approfondimento tra le parti durante il quale si lavorerà per «individuare tutte le possibili soluzioni condivise per la migliore gestione del problema degli esuberi». Ossia per evitare quanto più possibile il ricorso ai licenziamenti.

Dure le reazioni dei sindacati: «Il termine drammatico è l'aggettivo che più si addice a questo annuncio - ha detto il segretario regionale di Filca Cgil, Stefano Faccin -. Eravamo a conoscenza del fatto che il gruppo navigava in acque poco sicure, ma non avremmo mai pensato che si sarebbe arrivati ad una quantità di esuberi così grande». Per Andrea Castagna, segretario generale di Cgil Padova, sarebbe il caso di portare all'attenzione nazionale ciò che sta avvenendo all'interno della Safilo: «Ora non è più sufficiente un piano di ristrutturazione, serve una grande attenzione a livello governativo. Bisogna istituire un tavolo ministeriale in cui prendere decisioni importanti». Angelo Levorato, di Femca Cisl: «Proveremo a ricorrere agli ammortizzatori sociali, partendo dal contratto di solidarietà».

Convinta della necessità di un intervento governativo anche la Confindustria padovana: «Credo che la dimensione del problema sia tale che arriverà anche a Roma», ha dichiarato il numero uno degli industriali padovani, Massimo Pavin. «È una partita che anche il governo dovrà prendere in mano».

Sabato 12 Maggio 2012



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