Autotrasportatore si impicca nel camion:
patente ritirata, non poteva più lavorare

Dramma a Marostica, gli amici: «Motivi medici, nessuna
infrazione o eccessi alcolici, per lui era stato un duro colpo»

La strada di Marostica in cui l'autotrasportatore si è ucciso (foto Remonato)

di Johnny Lazzarotto

VICENZA - Un passato al vertice di una piccola impresa di autotrasporti assieme al figlio; poi la crisi, le difficoltà economiche e ieri il drammatico epilogo. Si è tolto la vita, a 75 anni, in via Montello, a Marostica (Vicenza), un imprenditore la cui attività era parte integrante del Consorzio Logistica Bassano, un pool di imprese di trasporti che operano in tutta Europa da oltre 30 anni.

L'uomo era molto conosciuto anche al di fuori della nostra regione ed era proprietario di tre automezzi con i quali portava avanti da tempo un'attività in collaborazione con il figlio e un terzo dipendente. Qualche anno fa le prime difficoltà quando gli venne ritirata la patente, in seguito ad una visita medica che aveva individuato alcuni disturbi. «Fu un duro colpo - raccontano alcuni amici - non gli tolsero la licenza né per infrazioni, né per motivi legati all'alcol, vogliamo sottolinearlo; ma dopo tanti lustri al volante fu comunque uno stop difficile da mandar giù e al quale faticò non poco a reagire».

Nonostante ciò il settantacinquenne rimase aggrappato a quella che per anni aveva rappresentato la sua occupazione e la sua fonte di sussistenza. L'arrivo della crisi, l'aumento delle difficoltà e chissà quale altro motivo hanno però avuto effetti devastanti sull'imprenditore che, giorno dopo giorno, probabilmente senza che nessuno al suo fianco se ne accorgesse, è scivolato in un baratro sempre più profondo. Una situazione di sofferenza alla quale l'uomo ha deciso di porre fine, ieri, infilandosi nel cassone coperto di uno dei suoi camion e agganciando una corda a uno dei ferri di sostegno del telone. L’hanno trovato alle 11. Sul posto si sono precipitati sanitari e carabinieri: niente da fare. Non ha lasciato biglietti.

Il gesto ha gettato nella disperazione i familiari, gli amici, i colleghi di lavoro e tutti coloro che lo conoscevano e apprezzavano. Marostica e l’intero Bassanese si interrogano sull'ennesima morte figlia del terribile momento economico; un bilancio che si fa più grave di giorno in giorno.

giovedì 10 maggio 2012



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