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Elezioni 2012: il calo del Carroccio in
Veneto. Gobbo: «Siamo sopravvissuti»

Vince un grillino a Sarego, sede del Parlamento padano. Goisis:
«A Tosi successo da moderato, ma questo incarna la Lega?»

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di Paolo Francesconi

VENEZIA - A gonfie vele Giuseppe Pan, a Cittadella, male Maria Rita Busetti a Thiene e non bene Alberto Carli a Jesolo, le tre maggiori città (dopo Verona) in cui la Lega si presentava alle elezioni forte del sindaco uscente. Regge l’urto del caso Stiffoni il Carroccio nella Marca, nel Veronese a San Giovanni Lupatoto si riconferma, crolla a Belluno e Feltre, si lecca le ferite a Conegliano, Mirano, Vigonza.

Nel paese simbolo di Sarego, nel Vicentino, sede del Parlamento padano vince un grillino, e il Carroccio strappa un solo seggio. Tuttavia, chi regge le sorti del partito, temendo una sconfitta con percentuali tali da scombussolare gli equilibri, respira, soprattutto guardando la batosta incassata in Lombardia, epicentro degli scandali e degli scontri. La "triumvira" Manuela Dal Lago se la cava con poche parole: «Nel complesso è andata meglio di quello che si poteva ritenere, visto quello che è successo. La gente sta capendo». Il governatore Luca Zaia addirittura suona la grancassa: «Una grande vittoria, la madre di tutte le vittorie, la Lega vince in molti comuni. A cominciare da Verona. È la dimostrazione che vince la Lega dei sindaci, vicina al popolo: siamo di fronte alla Lega che sopravvive alla Lega».

Meno entusiasta, e c’è da capirlo, Gian Paolo Gobbo, segretario nazionale: «Siamo sopravvissuti. Alla caduta del governo Berlusconi, a tutto quello che è successo, al fatto che correvamo da soli. Poi guardo il contesto del centrodestra veneto e vedo che il Pdl è andato molto basso, come Udc e Terzo Polo. Per noi adesso inizia una nuova Lega, lo spirito è rimasto intatto». Gobbo passa poi ad un’analisi più dettagliata (a risultati non ancora definitivi): «Bene Verona, esito scontato visto il buon lavoro di Tosi e dell’amministrazione. Bisogna però riflettere su quell’11% che ha preso la lista della Lega. Si poteva fare di più. Bene a Cittadella, nella Marca e a Rosà. A Thiene qualcosa si deve essere interrotto, ma vediamo al ballottaggio, che fanno i grillini. A Belluno e Feltre sapevamo che c’era un problema di sfaldamento, confermato purtroppo dalle urne. Anche a Jesolo certamente non è andata bene. Travolti dal ciclone Grillo? Solo in parte». Il 3 giugno c’è il congresso regionale e Tosi ci arriva ancora più forte: «Indubbiamente. Ma come sempre saranno i militanti a decidere». In vista della conta, per come sono andate le cose, l’anti-Tosi (se si accontenta della segreteria veneta e non fa un pensiero a quella federale...), potrebbe essere il sindaco uscente di Cittadella, Massimo Bitonci, che ha imposto il suo uomo, ed è reduce anche dal successo al congresso di Padova: «Abbiamo vinto senza pubblicità, senza media, senza liste personali, anzi io ho rinunciato alla mia. A Cittadella, con Pan, abbiamo vinto sventolando il Leone di San Marco non sbaciucchiando la bandiera italiana. Insomma, abbiamo vinto da leghisti».

Segnale di battaglia più chiaro per Tosi non poteva esserci: «Al congresso vedremo, non dipende da me. Dico solo che credo nelle squadre, non nei fenomeni. Ripartiamo dagli amministratori locali. E ricordiamoci che i grandi risultati li abbiamo ottenuti sotto la guida di Gobbo, non di altri». La deputata padovana Paola Goisis, bossiana, vede il bicchiere mezzo pieno: «Scavallato il periodo peggiore, le sconfitte in centri minori erano nel conto. Tanto di cappello a Tosi, il suo è senz’altro un successo personale, da moderato. Resta da valutare - è la stoccata finale - se e quanto rappresenti la Lega». In chiave congresso il senatore trevigiano Gianpaolo Vallardi auspica una soluzione unitaria: «Sul territorio i buoni amministratori fanno la differenza. La vicenda Stiffoni non ci ha aiutato. Sta a noi adesso trovare un nuovo punto di riferimento, arriverà senz’altro dal congresso: il successo di Tosi non mi pare abbia cambiato nulla. Spero ci sia un candidato unico, che sia Tosi o un altro. Basta guerre interne, torniamo all’antico, tutti attorno ad un leader».

Martedì 08 Maggio 2012 - 09:40    Ultimo aggiornamento: 18:36



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