Droghe per giovani e professionisti che
vogliono sfuggire al mestiere di vivere

Caro direttore,
sono stato particolarmente colpito dalla morte in discoteca di un diciottenne già affetto da una cardiopatia congenita, che sembrerebbe aver assunto ecstasy.
Una singola pastiglia di ecstasy può avere conseguenze mortali e questo si deve sapere. L'effetto stimolante di questa droga causa un comportamento di guida aggressivo e aliena la percezione della realtà: forse molte morti sulla strada il sabato notte sono dovute anche a questo.

Perchè i giovani prendono l'ecstasy? Per noia, per curiosità, per far parte di un gruppo, per dimenticare i problemi. L'ecstasy non risolve alcun problema, anzi ne crea di nuovi. In genere, purtroppo, viene assunta assieme ad alcol o altre droghe, aumentandone il pericolo. Tutti, giovani o meno, dobbiamo conoscere la potenzialità mortale di queste droghe oltre al danno a livello psichico.


Mario Trivellato (cardiologo)
Padova


Caro lettore,
è sempre utile sottolineare l'estrema pericolosità di certe sostanze, per questo pubblico volentieri la sua lettera. Temo però che molti fra i ragazzi che si impasticcano sappiano bene che la "roba" di cui fanno uso può provocare gravi danni fisici e cerebrali o portare anche alla morte. Lo sanno, ma sono convinti di essere immortali e inattaccabili. Pensano di vivere in un colossale video-gioco, dove vita e morte sono dimensioni virtuali. E quando si acquisisce la consapevolezza che la realtà è un'altra cosa ed è fatta anche di lacrime e di sangue, spesso è troppo tardi.

Ma del resto, tanti adulti non si comportano forse allo stesso modo? Con identica (ma assai più colpevole) irresponsabilità? Prendiamo l'esempio della diffusione di cocaina. Non passa giorno che, anche a Nordest, vengano sequestrate quantità impressionanti di questa sostanza. Indagini e studi ci dicono che a consumare polvere bianca sono in tanti, persone normali, di ogni categoria professionale e sociale. E la gran parte di loro sa a quali rischi va incontro, eppure non rinuncia a sniffare. Alcuni dicono di farlo per divertimento, altri si giustificano con la necessità di combattere lo stress e di reggere ritmi di lavoro, a loro dire, particolarmente intensi.

La verità è che gli uni come gli altri cercano scorciatoie per non fare i conti con la realtà e il difficile mestiere di vivere. E diventano, consapevolmente o meno, i cattivi maestri di tanti giovani.

domenica 6 maggio 2012



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