Nordest al voto, sfide chiave a Verona
e Conegliano. Occhi puntati sulla Lega

Sono 86 i comuni veneti che vanno alle urne domenica,
26 in Friuli Venezia Giulia. Incognita sul risultato dei "grillini"

(archivio)

di Alvise Fontanella

VENEZIA - Tosi or not Tosi? Questo è il dilemma, a Verona, la più importante città veneta che va alle urne domenica. Anzi, per essere più precisi, l’alternativa vera è: Tosi subito o Tosi al ballottaggio? Perché che vinca il popolarissimo sindaco, nonostante l’attacco del Corriere della Sera che lo accusa di aver occupato le cariche di sottogoverno (come se dovunque in Italia i partiti vincitori non si spartissero le poltrone esattamente come s’è fatto a Verona) ci sono pochi dubbi.

L’obiettivo politico massimo che si pongono i suoi rivali è di costringere Tosi al ballottaggio, il sogno sarebbe di dimezzarlo con un Consiglio comunale nel quale la Lega e le altre sei liste tosiane non avessero la maggioranza. Ci spera il rivale Luigi Castelletti, il candidato dell’esperimento di alleanza Pdl-Udc, ci spera Michele Bertucco, candidato del patto Pd-Sel. Ma i segnali sono indubbi: metà del Pdl veronese si è schierato col sindaco uscente, che si gioca la scommessa della vita, perché un trionfo a Verona gli varrebbe probabilmente - paghi uno prendi due - anche la segreteria nazionale della Liga veneta, che di fatto, nell’era collegiale del dopo-Bossi, significa la seconda carica della Lega Nord.

Ma non c’è solo Verona. Sono 86 i comuni veneti che vanno alle urne domenica, e 26 in Friuli Venezia Giulia. E ci sono molte realtà alle quali i partiti guardano come a sfide importanti, dalle quali cogliere segnali di caratura nazionale. Il primo dei quali, naturalmente, è il risultato dei grillini, il Movimento 5 Stelle, dato perfino a due cifre nei recenti sondaggi e stimato capace di prosciugare la Lega, travolta dalla bufera Belsito. Ma il primo a tenere i piedi per terra è David Borrelli, grillino "anziano" con i suoi 41 anni, primo grillo d’Italia eletto in un consiglio comunale (di Treviso). «Ci presentiamo in 26 comuni, è già un risultato. Soli, naturalmente, niente alleanze neanche ai ballottaggi». Voti? «Nelle piazze sentiamo molta rabbia e molta rassegnazione». Alle politiche, vorrebbe dire molto. Alle amministrative, meno. «Quando si vota per il comune, si vota la persona - insegna l’esperto Fabio Gava, popolare deputato trevigiano ex Pdl - e il voto viene fortemente influenzato dalle personalità in gioco, che spostano molto anche il risultato di lista».

Come dire: a Verona voteranno Tosi in barba a Belsito, a Rosy Mauro, al Trota e ai soldi in Tanzania. E l’effetto Grillo, alle amministrative, sarà più ridotto di quanto non sarebbe se domenica si eleggesse il Parlamento. Ai partiti, insomma, è andata bene. Ma per la Lega sarà comunque una corsa in salita: la scelta di correre da soli, sommata all’effetto-Belsito, rende arduo l’obiettivo di confermarsi primo partito del Veneto.

A Conegliano, dopo la forzata rinuncia dei leghisti locali al patto col Pdl, conteranno le persone più delle liste: l’asso nella manica è l’amatissimo ex sindaco Floriano Zambon, che si presenta col Pdl e con tre civiche. Una figura popolare di centrodestra, alla quale, con singolare esperimento politico, l’asse Pd-Terzopolo contrappone un candidato qualificato ma "elitario", l’ex procuratore Antonio Fojadelli. Fuori dai giochi la Lega, che a Conegliano non è storicamente forte ma punta a fare l’ago della bilancia in un eventuale ballottaggio.

I partiti guardano anche a Belluno, dopo la crisi-telenovela della giunta leghista in Provincia. E Rosanna Filippin, segretaria veneta del Pd, si aspetta che la candidata Claudia Bettiol, ex presidente della Provincia, raccolga i frutti delle liti tra Pdl e Lega. E mentre il Pdl s’affida alla sicurezza del sindaco uscente Antonio Prade, la Lega corre da sola puntando sul vicesindaco Leonardo Colle, e sola corre l’Udc che proponendo Ida Bortoluzzi, ex dirigente del Comune, gioca sul (presunto) effetto-Monti dichiarandola «sindaco tecnico».

Anche a Mirano l’Udc si presenta alleato con il Pd, in uno scontro classico col centrodestra, che però è spaccato per la scelta della Lega di correre da sola. Alleanze mobili, perché a Feltre il Pd si presenta in "foto Vasto" con l’Idv e le sinistre. Ma in provincia di Venezia si va in ordine sparso, con i test in libertà voluti dal Pdl: a Jesolo "grande coalizione montiana" con Valerio Zoggia sostenuto da Pdl, Udc e Pd e civiche, e la Lega in solitudine, si vedrà se splendida, scortata solo da una civica d’area che batte la bandiera del sindaco uscente, Calzavara, che però nono si ricandida neppure consigliere. A Cittadella, come a Thiene, il test è secco e riguarda la tenuta della Lega, che governa entrambi i comuni: l’eredità di Bitonci è raccolta dal suo vice, Giuseppe Pan, mentre a Thiene, storico feudo leghista, l’eredità del sindaco Marita Busetti, che si ricandida, si scontra con l’Abc, il patto montiano di tre civiche vicine ai partiti di governo.

Venerdì 4 Maggio 2012



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