Bossi di nuovo alla guida della Lega?
Dimostrerebbe incapacità di rinnovamento

Caro direttore,
incredibile ma vero: Umberto Bossi dopo aver sbandierato che nella Lega chi sbaglia paga e che lui, prima degli altri, faceva un passo indietro, adesso sembra averci ripensato
e si ricandida a guidare il suo movimento come segretario federale. E Belsito? E il Trota con i suoi soldi e tutto il resto? E Stiffoni? E la pulizia del pollaio? Dobbiamo pensare che tutto sia già passato in cavalleria nel giro di pochi giorni?

Paolo Fullin

Treviso


Caro lettore,
non credo che Bossi alla fine si ricandiderà davvero a segretario federale della Lega. Naturalmente posso sbagliarmi, anche perchè le fibrillazioni che stanno sconvolgendo il Carroccio in questo momento sono di tale intensità da non poter fare escludere nulla. Tuttavia se Bossi, dopo lo scandalo Belsito e le polemiche che hanno investito anche i suoi figli, tornasse a fare il numero uno del partito dopo essersi dimesso, credo che i primi a preoccuparsi dovrebbero essere gli stessi militanti e dirigenti leghisti.

Il Senatur che succede al Senatur sarebbe infatti la più evidente dimostrazione dell'incapacità del movimento padano di rinnovarsi, pur di fronte alla crisi più grave della sua storia. Sarebbe il segnale che, al di fuori del fondatore, per quanto fiaccato dalla malattia e duramente indebolito dagli scandali, dentro il Carroccio non c'è un leader in grado di assumere la guida del partito e garantirne l'unità. Una prova di estrema debolezza e, insieme, un autentico "siluro" a Roberto Maroni.

Di tutto ciò sembrano consapevoli anche molti militanti leghisti che hanno fatto subito conoscere, in modo anche piuttosto colorito, il loro dissenso dopo l'annuncio di Bossi di volersi ricandidare alla segreteria. E se non mancano maldipancia e reazioni negative dentro il movimento, figuriamoci nell'opinione pubblica, anche in quella che ha votato o guardato con qualche simpatia in questi anni la Lega. Forse a Bossi e ai suoi suggeritori sfugge, ma per la maggior parte di questi cittadini, l'immagine del Senatur è, inevitabilmente, quella del leader che, se anche non sapeva o era mal consigliato, non è stato in grado di evitare degenerazioni, sprechi di denaro e uso disinvolto dei soldi provenienti dal finanziamento pubblico anche da parte di membri della sua famiglia. Ce n'è abbastanza, mi pare, per fare non uno, ma due passi indietro. Senza ripensamenti

Giovedì 3 Maggio 2012



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