Un "cecchino" spara contro cinque
ciclisti in allenamento dall’auto in corsa

Colpi ad aria compressa sui colli tra Conegliano e Vittorio: centrati Marco Coledan e Mattia Mosole, se la cava Modolo

(archivio)

di Riccardo Menegatti

TREVISO - Un folle ha trasformato il felice allenamento tra i colli di cinque ciclisti in una mattinata movimentata che si è conclusa con botte ed ematomi.

I protagonisti, o meglio le vittime di questo inspiegabile espisodio, sono nomi di primo piano nel panorama del movimento ciclistico trevigiano: i professionisti Sacha Modolo e Marco Coledan e i promettenti dilettanti della Trevigiani Dynamon Bottoli Massimo Coledan (fratello di Marco), Andrea Dal Col e Mattia Mosole.

Il quintetto aveva deciso di effettuare la solita sgambata pre gara del venerdì tra i colli di Conegliano e Vittorio Veneto, un’area perfetta, con i suoi saliscendi e i suoi piccoli strappi, per carburare la forma fisica in vista della stagione agonistica. La zona, peraltro, non è stata scelta a caso dai cinque amici: domani da quelle parti si corre il circuito di Castello Roganzuolo e quindi è facile pensare a un giro che poi comprendesse anche un sopralluogo all'anello panoramico di San Fior.

Mentre i ciclisti stavano pedalando tranquilli vicino al Montenero, zona Ogliano, un'Alfa Gt nera con cerchi in lega che proveniva dalla direzione opposta ha rallentato e dal suo interno qualcuno ha esploso alcuni colpi con una pistola ad aria compressa. Erano pallini di gomma (in realtà le vittime sostengono che fossero di acciaio bianco) che hanno colpito Marco Coledan al ginocchio e Mattia Mosole al braccio. I colpi hanno trapassato almeno un paio di strati dei loro indumenti e quindi potevano fare ancor più male se avessero colpito qualche parte del corpo meno coperta o più delicata.

Difficile capire quanti colpi siano stati sparati. Inizialmente il gruppetto si è disunito, un po’ disorientato dagli eventi. Sacha Modolo aveva visto il finestrino dell’auto abbassato e l’arma spuntare fuori, ma non era stato colpito e in un primo momento non aveva dato peso alla cosa. Coledan e Modole, colpiti, non si erano invece accorti dell’auto e non hanno quindi capito quale potesse essere la provenienza dei pallini. Tant’è che, dopo essersi fermati, i ciclisti hanno rivolto la loro attenzione a una casa vicina, pensando che i colpi fossero stati esplosi da lì. Ma era chiusa. Solo allora è stato chiaro a tutti che il folle era a bordo dell’auto che li aveva da poco superati. Non ha dubbi a tal proposito Modolo che, in posizione più vantaggiosa, stando davanti al gruppetto con Marco Coledan, ha potuto vedere la scena nel dettaglio. Intanto si pensa al profilo del responsabile. Qualcuno che odia i ciclisti o un semplice idiota che ha scambiato la strada per un poligono di tiro? Senza denunce sarà difficile scoprirlo. Ma Coledan e Mosole ci stanno pensando.

Sabato 25 Febbraio 2012



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