Franco e Simone nell'aereo della morte
«Un boato e poi un'ala si è staccata»

Franco "Franc" Borin e Simone Conte

di Giuseppe Babbo

VENEZIA - «Abbiamo sentito un boato, ma nulla comunque che facesse presagire una tragedia simile» ricordano le famiglie residenti nella zona di Caposile (Venezia), vicino all’aviosuperficie in cui è avvenuta la tragedia che è costata la vita a Franco "Franc" Borin e a Simone Conte. La voglia di commentare il tragico incidente è poca, la stesso vale anche per gli automobilisti che si fermano a lato della strada: «Abbiamo sentito un boato, subito abbiamo pensato che potesse essere caduto un ultraleggero, ma mai avremmo immaginato un incidente di queste dimensioni». Il pensiero comune della gente è stato infatti che l’incidente fosse meno grave: «Pensavamo davvero a qualcosa di piĂ¹ leggero, poco è arrivata l’autoambulanza e quindi di vigili del fuoco. Dopo poco sono arrivare le prime notizie: si tratta di una tragedia terribile». Poi lo spazio è solo per il silenzio.



Nella tragedia dei cieli hanno perso la vita un noto imprenditore jesolano e un ragazzo di 18 anni. Ăˆ accaduto alle 15.40 di ieri in un terreno agricolo vicino all'aviosuperficie "Papere Vagabonde" di Caposile. Le vittime sono Franco Borin, jesolano di 45 anni, molto conosciuto in cittĂ  e con molte ore di volo alle spalle, e Simone Conte, 18 anni, residente a Povegliano, in provincia di Treviso.



I due, dopo aver passato parte della mattinata con gli altri soci dell'aeroclub, sono saliti sull'ultraleggero di proprietĂ  di Borin, un Pioneer 300, per compiere quello che tecnicamente viene definito come "passaggio a volo livello" sopra l'aviosuperficie. Un volo come tanti altri, da compiere sopra il piccolo aeroporto e durante il quale magari scattare qualche foto suggestiva.



Poco dopo il decollo il velivolo, arrivato a un'altezza di circa 300 metri, ha iniziato a perdere quota, a girare su se stesso e a precipitare verticalmente fino a schiantarsi in un campo a circa un chilometro dalla pista di decollo. Il Pioneer subito dopo l'impatto al suolo si è incendiato, i due occupanti sono morti praticamente sul colpo. In base ai primi accertamenti non è escluso che alla base dell'incidente ci possa essere un cedimento strutturale dell'ultraleggero.



A cercare di spiegare gli ultimi istanti di volo è l'istruttore di volo Erich Kustatscher: «Era una giornata normale - ha detto -. Ci siamo trovati a pranzare assieme, poi attorno alle 15 Franco e il ragazzo sono saliti sull'aereo per fare un volo. Dopo un po’ abbiamo sentito un botto e successivamente abbiamo visto un'ala staccarsi: a quel punto l'aereo ha iniziato a girarsi in vite. Tutti abbiamo urlato di tirare fuori il paracadute, ma purtroppo non è stato così. Il velivolo è caduto a circa un chilometro di distanza dall'aviosuperficie. Ora ci sarĂ  da capire perchĂ© c'è stato quel cedimento».



I resti dell'ultraleggero sono stati posti sotto sequestro mentre le salme di Franco Borin e Simone Conte sono state ricomposte nella camera mortuaria dell'ospedale di Jesolo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lunedì 6 Febbraio 2012, 09:51






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