Università, Gelmini apre a docenti
e studenti. Riprendono le occupazioni

Il ministro: monitoriamo insieme applicazione ddl
Fioroni: non si può fare una riforma con i fichi secchi

PER APPROFONDIRE: università, gelmini, fioroni
Studenti ieri in via Cavour a Roma (foto Massimo Percossi - Ansa)
Studenti ieri in via Cavour a Roma (foto Massimo Percossi - Ansa)
ROMA (1° dicembre) - La riforma dell'università approvata ieri sera dalla Camera (con il governo battuto due volte grazie anche a Fli che ha votato con l'opposizione) torna ora in terza lettura al Senato. Il clima resta però pesante, con gli studenti che annunciano la continuazione della mobilitazione, dopo i blocchi e gli scontri che si sono verificati in tutta Italia, mentre il ministro Gelmini apre a quel confronto a lungo invocato da docenti, ricercatori e universitari.

Nuove occupazioni e cortei. Nella notte è stata occupata a Milano l'Accademia di Brera. A Cagliari gli studenti hanno sfilato in corteo dopo la mezzanotte per protestare contro il ddl. Gruppi di studenti hanno occupato la facoltà di Ingegneria e alcune aule di Medicina a Palermo, dove erano già occupate le facoltà di Lettere, Scienze matematiche e Scienze Politiche. Studenti di Scienze e tecnologie chimiche di Catania hanno occupato l'aula magna del dipartimento universitario, dove è prevista un'assemblea di studenti, docenti e ricercatori. Assemblee permanenti sono in corso anche nella facoltà di Scienze politiche e nel liceo classico Nicola Spedalieri per contestare «un governo insensibile al futuro dei propri giovani». Intanto si è conclusa la protesta degli studenti universitari di Napoli che per poco più di mezz'ora hanno occupato i binari della stazione ferroviaria centrale di Napoli. La manifestazione ha provocato ritardi per numerosi convogli.

Roma. Blocco studentesco dopo aver occupato nei giorni scorsi i licei Azzarita, Nomentano e Farnesina, gli istituti Bernini e De Sanctis e l'Itis Pascal di Labaro, ha partecipato all'occupazione del liceo Mameli, ai Parioli. Centinaia di studenti del Vivona, del Cannizzaro e dell'Alberti hanno organizzato un corteo spontaneo per le strade dell'Eur. Gli studenti dell'Università di Roma 3 hanno occupato il dipartimento del Dams, appartenente alla facoltà di Lettere e Filosofia. Lo hanno riferito gli stessi universitari, che hanno detto di aver cominciato l'occupazione ieri sera, sulla scia delle proteste contro i tagli all'istruzione del ddl Gelmini. Questa sera, hanno annunciato, ci sarà un tributo al regista Mario Monicelli, con la proiezione ad oltranza dei suoi film all'interno del Dams, in Via Ostiense. Una delegazione di un centinaio di studenti, composta dai ragazzi del Blocco Studentesco e liste di sinistra tra cui la Federazione Giovani Socialisti, ha occupato simbolicamente il rettorato dell'università di Tor Vergata, a Roma, al termine di un'assemblea alla quale hanno partecipato circa 400 studenti e organizzata dai rappresentanti degli studenti. Lo riferisce Blocco Studentesco. «L'iniziativa - spiega Noah Mancini, senatore accademico - è stata promossa e sostenuta dal Blocco Studentesco. Insieme a noi altre liste di sinistra si sono unite per chiedere al magnifico rettore Renato Lauro di esprimere una presa di posizione ufficiale, tenuto conto del dissenso manifestato in assemblea nei confronti dei provvedimenti contenuti all'interno della Riforma Gelmini, tra cui il taglio di 1,5 miliardi di euro al Fondo di Finanziamento Ordinario e il processo di privatizzazione dell'università pubblica che di fatto è stato avviato».

Napoli. Stanchi di attendere che i binari venissero liberati dagli universitari napoletani che, per protestare contro la legge di riforma Gelmini li avevano occupati, qualche decina di passeggeri dei treni espresso diretti a Napoli Centrale, sono scesi dai convogli - malgrado il divieto imposto dal personale di bordo - e hanno raggiunto la stazione a piedi, con tanto di bagagli al seguito e sotto una pioggia battente. I dimostranti, per lo più studenti delle facoltà di Lettere e Architettura della Federico II e dell' Orientale di Napoli, hanno bloccato i binari tra le stazioni di Gianturco e Napoli Centrale per circa un'ora infliggendo ritardi a numerosi treni. Bloccato anche un “Freccia Rossa”, partito da Roma alle 14 e giunto a destinazione con circa un'ora e 40 minuti di ritardo.

Viterbo. Si sono sdraiati sul selciato di piazza del Plebiscito, davanti ai palazzi della prefettura e del comune, e hanno osservato un minuto di silenzio «in memoria della cultura e della ricerca». Per giungere in centro, poco prima avevano attraversato le strade di Viterbo ritmando slogan e esibendo striscioni con le scritte: «Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città», «Berlusconi abbassa la cresta, se hai i capelli è grazie alla ricerca». È stato questo il momento saliente della manifestazione di studenti dell'Università della Tuscia, che da tre giorni occupano la facoltà di Beni Culturali. Dopo il sit-in a Piazza del Plebiscito il corteo si è diretto al Rettorato dell'Ateneo per incontrare il rettore Marco Mancini, che però non era in sede. Infine, hanno sciolto la manifestazione. «Nel pomeriggio - spiega uno dei portavoce del coordinamento studentesco Link Tuscia - inizia la sessione degli esami e noi non vogliamo darci la zappa sui piedi. Sosterremo gli esami e poi vedremo se sarà il caso di riunirci nuovamente e continuare la protesta».

Bologna. Nuovo blitz della protesta anti-Gelmini, in Comune a Bologna. Dopo le manifestazioni di ieri, con il blocco della A14 e gli scontri in stazione, gli universitari hanno fatto irruzione a Palazzo d'Accursio. Dopo un corteo per le vie del centro, circa 300 manifestanti, si sono diretti verso piazza Maggiore. Hanno quindi deciso di occupare il Comune. Solo che, una volta entrati nel cortile interno, hanno trovato il cancello dello scalone dei cavalli chiuso con un lucchetto. A quel punto, dopo un presidio, una ragazza ha scavalcato il cancello e ha aperto una finestra laterale da cui, alla spicciolata, gli studenti sono via via entrati. Sono quindi saliti e hanno steso dalla finestra di un corridoio uno striscione con scritto: «Resistiamo un minuto più di voi».Insulti a Silvio Berlusconi e lancio di uova contro alcuni agenti della Digos. Questa la protesta messa in atto dal corteo dei Collettivi universitari anti-Gelmini, davanti alla sede del Pdl di Bologna, in via Santo Stefano, in pieno centro. I manifestanti, circa 300, hanno raggiunto la sede del partito di Berlusconi dopo aver occupato il Comune, e dopo essersi recati davanti alla Prefettura. Qui, a protezione dell'ingresso, erano schierati una ventina di carabinieri, in assetto antisommossa. Dopo averli insultati, gli studenti hanno ripreso la marcia, bloccando il traffico in alcuni punti del centro della città. Poi al grido di «Pdl stiamo arrivando» hanno fissato il loro obiettivo. La sede, però, era stata chiusa ed erano presenti alcuni uomini della Digos che sono stati oggetto del lancio delle uova. Il corteo ha poi ripreso la marcia.

Torino. Continuerà a oltranza l'occupazione di Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell'Università, da parte degli studenti presenti nella struttura da una decina di giorni. Lo ha deciso l'assemblea degli stessi studenti che si è riunita nel pomeriggio. Saranno riaperte le biblioteche interne all'ateneo, mentre proseguirà il blocco della didattica. Oggi non ci sono stati cortei.

Il testo della riforma ritornerà al Senato per la terza lettura, con un calendario che ne prevede l'esame il 9 dicembre, solo cinque giorni prima della votazione di fiducia sul governo. Il presidente Schifani ha convocato per il 2 dicembre una riunione dei capigruppo per un ulteriore esame del testo. Il dato politico alla Camera è il risultato ottenuto da Fli. Innanzi tutto, due volte il governo è stato battuto: la prima su un emendamento presentato da Fabio Granata sugli assegni di ricerca, la seconda su tre emendamenti analoghi presentati sempre dai futuristi, da Api e dal Pd (è stata eliminata la norma che prevedeva una sorta di “commissariamento” dell'Istruzione da parte dell'Economia). Due emendamenti che i finiani avevano chiesto di riscrivere sono stati approvati con il nuovo testo, quello sulla quota di assunzioni del docenti di seconda fascia e quello sul fondo di merito degli atenei e sugli scatti meritocratici di prof e ricercatori meritevoli. Il Governo porta a casa l'emendamento contro parentopoli, proposto dall'Italia dei Valori, apprezzato da Fli e Lega, e infine addirittura inasprito su indicazione di Viale Trastevere. Anche il Pd ha portato a casa un emendamento, su cui la maggioranza aveva dato parere positivo, che ha messo un freno sui contratti gratuiti di docenza. Sulla data del voto in aula c'è maretta. La presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro mette le mani avanti: «Se pensano, infrangendo il regolamento del Senato, di mettere in calendario il Ddl con la riforma dell'Università in Aula al Senato prima del 14 dicembre, facciamo saltare l'accordo sul calendario della Legge di stabilità». Questo per il presidente del Consiglio e la maggioranza sarebbe «un brutto affare: Berlusconi si presenterebbe a chiedere la fiducia senza la Legge di stabilità approvata».

Lo scontro politico. Per Silvio Berlusconi «quella in Parlamento è una buona riforma che favorisce gli studenti, i professori e più in generale tutto il mondo accademico», ma per il leader Pd Pier Luigi Bersani il governo non sarà «in grado di portare a termine questa riforma nella sua applicazione». Duro il giudizio del premier anche sui manifestanti: «Gli studenti veri sono a casa a studiare, quelli in giro a protestare sono dei centri sociali e sono fuori corso». Secca la replica di Pier Luigi Bersani: «Mi pare che nella stragrande maggioranza studenti e ricercatori si sono mossi in modo pacifico. Ha impressionato la città militarizzata, mai vista Roma così, e se si è arrivati a questa tensione è per irresponsabilità del governo che ha perso la testa e la presa sui problemi del paese». Replica il ministro dell'Interno Roberto Maroni: «Mi pare che tutto stia avvenendo con grande responsabilità delle forze dell'ordine che hanno subito violenza e stanno gestendo una situazione molto complicata». Per Nichi Vendola Roma è stata trasformata in una «cartolina» del Cile anni '70, mentre per il leader della Lega Nord Umberto Bossi gli studenti «in parte hanno anche qualche ragione ma non si devono fare strumentalizzare». Francesco Rutelli , leader dell'Api si è detto contrario ad una abolizione totale dei finanziamenti pubblici ai partiti, ma favorevole ad una riduzione fino al 50%. L'ex sindaco di Roma ha difeso la battaglia fatta ieri dall'Api nell'aula di Montecitorio per finanziare l'università con il taglio delle somme destinate ai partiti: «continueremo questa nostra battaglia come segno distintivo dell'Api perchè siamo convinti che occorra un drastico ridimensionamento dei costi della politica».

L'apertura della Gelmini. «L'approvazione della riforma - ha detto il ministro Mariastella Gelmini - è un fatto importante, una tra le più importanti della legislatura. Spiace averlo dovuto fare in un clima di tensione sociale». Per il ministro è un «cambiamento epocale se vogliamo allineare il nostro sistema all'Europa». In serata, la Gelmini ha aperto a docenti e studenti per «monitorare insieme» l'attuazione della legge ed ha auspicato una lettura «obiettiva e non ideologica» del provvedimento. «Invito gli studenti e i docenti - ha detto il ministro - a seguire, a seguire e monitorare insieme alla sottoscritta l'attuazione di questo ddl, vediamo come funzionerà, quali risultati porterà. Lavoriamo insieme». «Un tavolo di confronto simultaneo?» Le è stato chiesto. «Perché no» ha risposto Gelmini ricordando che «moltissimi» sono stati i momenti di confronto con i gruppi parlamentari e con il mondo accademico.

Il Presidente della Conferenza dei rettori, Enrico Decleva, esprime «soddisfazione» per l'approvazione alla Camera del Ddl di riforma dell'Università. «Una legge - ha aggiunto Decleva - che, grazie anche ai diversi emendamenti introdotti nel corso dell'iter parlamentare, appare decisamente migliore, per fortuna, degli stereotipi usati da varie parti sia per combatterla sia per difenderla». «Non tutte le integrazioni votate dalla Camera sono ugualmente apprezzabili - ha aggiunto Decleva -. Il limite del 10% dei professori a contratto, ad esempio, creerà seri problemi di funzionalità di cui i presentatori non si sono probabilmente resi conto. Il recupero di finanziamenti sul 2011 assicurato dalla legge di stabilità, in corso di approvazione, è un segnale importante ma vale solo per un anno».

Fioroni: riforma con i fichi secchi. «L'università è debole, mentre di governo forte non se ne vede traccia - ha detto l'ex ministro dell'Istruzione Beppe Fioroni (Pd), a SkyTg24 - L'ho detto ieri, in polemica con Cicchitto, che si preoccupa di guardare le pagliuzze degli altri e non vede le travi che hanno distrutto Pdl e maggioranza, e chi perde è l'università. Per essere fatta, una riforma ha bisogno di risorse. Non si può pensare di fare le nozze con i fichi secchi, se no è una riforma che è una balla».

Le proteste, i blocchi e gli incidenti. Scontri ieri, in particolare a Roma, occupazioni di tetti, stazioni, strade, autostrade e monumenti arrivate fino a Parigi, dove studenti italiani hanno esposto uno striscione anti Gelmini sull'Arco di Trionfo. Prese di mira in particolare le stazioni: 17 quelle occupate, magari per alcuni minuti, ma con ripercussioni sul traffico ferroviario. Bloccati anche alcuni tratti autostradali, come la A14 all'altezza di Bologna. Il bilancio della giornata è comunque non grave, anche considerata l'ampiezza della protesta: secondo l'Unione degli Universitari in tutto il Paese sono scesi in strada in almeno 400 mila studenti. Tafferugli soltanto a Genova e alla stazione di Bologna (quattro feriti lievi tra i giovani), oltre agli incidenti di Roma nella zona di via del Corso, dove alcuni manifestanti hanno cercato di forzare una postazione di blindati e sono stati respinti con una carica.

Roma ha pagato un prezzo molto alto in termini di vivibilità: il centro storico è stato paralizzato per tutto il giorno con pesanti ripercussioni sul traffico, già provato da uno sciopero dei mezzi di trasporto. E anche nella Capitale, come nel resto d'Italia, gli studenti hanno protestato con flash mob sulle strade per bloccare la circolazione a tratti.

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Mercoledì 1 Dicembre 2010



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6 commenti presenti
@ commento inviato il 01-12-2010 alle 19:54 da Vittorio
Sinceramente non ho capito quello che volevi dire : mi dispiace .-
Commento inviato il 2010-12-02 alle 08:52:00 da aquilasolitaria
Dico solo una cosa ...........
Molti commenti, nei giorni scorsi, dubitavano che gli studenti sapessero il perchè manifestavano; orbene : questi commentatori conoscono la riforma ??? Dubito, dubito moltissimo.- Il fulcro dell'articolo giornalistico dovrebbe essere il contenuto del ddl ed i commenti incentrati sul ddl .............. Non sono un esperto dei problemi universitari, ma conosco bene il mondo della scuola e vi assicuro che la stragrande maggioranza dei professori e degli studenti non ne possono più del ministro Gelmini laureata a Catanzaro ...........
Commento inviato il 2010-12-01 alle 23:18:00 da aquilasolitaria
@ valerio
chiaramente tu invece a scuola non ci sei mai stato, visto che scrivi FACCIE e AQUISITI. Da brivido.
Commento inviato il 2010-12-01 alle 20:08:00 da fr
x aquilasolitaria
Mi sembra logico che una riforma debba essere accettata o non accettata dagli "interessati". I governi sono messi lì apposta per legiferare scontentando alcuni quando necessario per ottenere miglioramenti in generale. Sarebbe troppo bello avere solo riforme che accontentino tutti.
Commento inviato il 2010-12-01 alle 19:54:00 da Vittorio
Imparare ad osservare
Cara AQUILASOLITARIA, ti sembrano studenti quelli della foto dell'articolo, guarda le prime file sono le stesse faccie dei centri sociali, guarda la bandiera e non dirmi che è una manefestazione libera di studenti, tutto pilotato da chi si giova dei diritti aquisiti dalla sinistra che ora stanno per perdere FINALMENTE
Commento inviato il 2010-12-01 alle 19:12:00 da Valerio
Vergogna !!!!
Vergogna è il cercar di portare fino in fondo una riforma "non accettata" dagli interessati; una vergogna è anche relegare una protesta di simil portata e valenza nazionale in fondo al giornale ............Vergogna !!!! Le manifestazioni continueranno .........ed hanno ragione di farsi sentire !!!
Commento inviato il 2010-12-01 alle 15:37:00 da aquilasolitaria
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