Le ferie bugiarde dei nuovi poveri:
finestre chiuse e si finge di partire

Le ferie bugiarde dei nuovi poveri:  finestre chiuse e si finge di partire

di Luana De Vita

ROMA (2 agosto) - Le “vacanze talpa”, sono le vacanze bugia, quelle che non faremo ma racconteremo, quelle che non ci possiamo permettere ma che non possiamo ammettere di non poter più fare. Non è una nuova moda, già nei film degli anni ’60 se ne parlava, italiani alle prese con le difficoltà economiche e con le ferie, italiani che provavano imbarazzo ad ammettere in pubblico di non poter partire, di non avere neanche una casa di parenti in campagna dove trasferirsi e che si trasformavano in “talpe”, chiusi in case blindate per simulare la partenza. La talpa è infatti un simpatico, piccolo mammifero che vive ben nascosto in complicati grovigli di gallerie sotterranee, per la nostra “talpa” delle vacanze la complicazione è invece tutta umana, racchiusa nei percorsi emotivi personali e nelle strategie utilizzate per adeguarsi a nuove, sgradevoli, condizioni socio-economiche.



Secondo uno studio della Società Italiana di Psicologia (Sips) aumentano le persone che pur di non dire che la crisi si è portata via anche le vacanze, si organizzano “nascondendosi” in casa o in abitazioni limitrofe alla propria. La vera notizia è che oggi, lontani anni luce culturalmente dall’Italia del boom economico, non è la povera gente a voler simulare quello che non può permettersi, ma la fascia medio-alta di popolazione italiana che non vuole “apparire” impoverita. Secondo Antonio Lo Iacono, presidente della Sips, negli anni scorsi non era più del 5% della popolazione ad attuare questa strategia estiva oggi sono circa un 10-15%, italiani che non possono correre il rischio di perdere anche l’immagine sociale oltre al resto e che per questo millantano vacanze a cinque stelle e si abbronzano con le lampade solari.



Le città che si svuotano, gli amici che partono, la crisi in corso non riescono a modificare l’impatto del disagio provato da chi non può e non vuole perdere anche la faccia, come se apparire sia assolutamente più importante che essere, eccoli alle prese con una menzogna tutta da costruire. Nel 2003 secondo un’altra associazione di psicologi erano 3 milioni gli italiani che si rintanavano nelle ore diurne in case “scenograficamente” chiuse per ferie, con tanto di piante da innaffiare portate ai vicini più sfortunati, ma allora la crisi non aveva ancora intaccatto la sicurezza della classe medio-alta ed erano 11 milioni gli italiani che avevano dichiarato di restarsene a casa.



La vacanza talpa richiede comunque attenzione ed energie, uscire alle prime ore dell’alba, rientrare nel cuore della notte, parcheggiare l’auto altrove, stipare in casa grandi scorte di cibo, ma ne varrà davvero la pena? Sono in tantissimi a non pensarla così e ad organizzarsi con serena tranquillità il modo migliore per godere comunque del relax, del tempo libero anche se in “soggiorno obbligato” nella propria città, nel proprio paese di abituale residenza. E’ il modo migliore per non rischiare di risentire spiacevolmente della percezione di precarietà e della paura del futuro, in fondo il segreto è vivere bene e con pienezza il “qui e ora”, il presente: una passeggiata in un parco, un concerto in piazza, una passeggiata al mare o al bosco più vicino e un po’ di sana, autentica ironia. E’ sicuramente meglio un gelato e una risata in piazzetta che la tana della talpa e il ritiro da latitante turistico.



Per consolarsi infine, non sembra andare meglio a chi invece riesce a partire, circa 39 milioni di italiani, tra volpi, leoni, pavoni e gatti che secondo un sondaggio dell’Osservatorio Nestle’ Professional rappresentano lo stile dei turisti nazionali. Il “Leone”, tipicamente abitante del Nord-Est è ossessionato dalla posizione dell’hotel e dalla tranquillità, pensa con sgomento di dimenticare qualcosa in albergo e impreca contro il telecomando dell’albergo che non riesce a far funzionare; il “Gatto”, italiano tipico del centro Italia, è diffidente e puntiglioso, ha paura di ritrovarsi nel conto extra imprevisti; il “Pavone”, italiano del nord-ovest, è vip-dipendente, ostinato nella ricerca della meta più glamour e dell’hotel di grido, teme di non sentire la sveglia mentre combatte con il climatizzatore della camera; la “Volpe”, del sud Italia, deve trovare sempre la migliore combinazione prezzo-servizio, attentissimo ad ottenere il massimo per ogni euro speso vive nel terrore di essere derubato in albergo.



Alla fine l’estate più bella sembra proprio quella di chi resterà a casa a godersi lo spettacolo: talpe, volpi, pavoni, leoni e gatti disperati e stressati, alle prese con l’incubo e le preoccupazioni delle vacanze.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lunedì 2 Agosto 2010, 16:26






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5 di 56 commenti presenti
2010-08-09 16:58:00
w l'italia Abitiamo in un paese così bello che ovunque si stia, ci si può divertire e rilassare, senza fare grandi viaggi. Venezia, Trieste, le Dolomiti, la riviera Adriatica... non ci manca nulla per fare ferie felici e rilassate, zaino in spalla, un buon riso freddo preparato a casa e tanta voglia di star bene. Ricetta garantita e di sicuro successo!!
2010-08-07 16:20:00
@ giulia Quando leggo i suoi commenti sono sempre carichi di rancore contro tutti .Non è un brutto vivere il suo?
2010-08-04 13:18:00
P.s. E comunque la casa l'ho comprata da un veneto che ne ha comprato a sua volta una più grande. Spero che questa informazione la faccia sentire un po' meglio.
2010-08-04 13:16:00
commento inviato il 04-08-2010 alle 12:45 da phoenix Senta, questa poi! Dialogare, dire la propria opinione è lamentarsi? Chi non dice la sua qui dentro? Mi invidia? Non le conviene, al momento sono disoccupata e intimorita di cadere sotto la scure dei nuovi tagli a settembre (cioè di non lavorare). Il mutuo l'ha avuto mio marito, che lavora da 23 anni e non io (il mio stipendio viene valutato al 30% essendo precaria). In questa pagina poi mi limito a invitare chiunque a godere di ciò che si ha e che si può fare ... boh. Faccia lei, io le sarò antipatica, però un pochino di pregiudizio ci sarà pure in lei... e poi trova strano che ci sia da lamentarsi. Comunque buona estate
2010-08-04 12:45:00
@ Giulia Si e' capito ? Si,un po', e spiego il perche'. Noi Veneti abbiamo un proverbio '' piangere tanto il morto per fregare il vivo '' ( in senso lato ). Ora,Lei si e' sempre lamentata sempre di tutto,dai primi tempi di questo forum,non Le va bene niente,ma intanto l'incarico l'ha avuto, il mutuo l'ha avuto ( sia chiaro che io non caccero' una lira ) e piangi di qua' e piangi di la' Lei arriva dove deve. Invece Noi Veneti,parliamo,parliamo, e ce la prendiamo sempre dove non batte il sole. Mi perdoni,ma e' quello che penso. Distinti saluti.