Pordenone. Bambino down, la Regione
nega l'assistenza e il sostegno scolastico

È figlio di egiziani che non abitano da almeno 3 anni in Friuli,
come prevedono le nuove norme. Il Comune: ci pensiamo noi

(archivio)
PORDENONE (17 giugno) - Una madre egiziana che vive a Pordenone si è vista negare l'assistenza e il sostegno scolastico al figlio affetto dalla sindrome di Down. La situazione è stata denunciata dal consigliere regionale del Pd Paolo Pupulin, che parla di palese
e stupida discriminazione.

Pupulin ha presentato un'interrogazione. «Il presidente della Regione - sostiene il consigliere d'opposizione - che vuole accreditarsi come aperto e sensibile, a causa del proprio comportamento ignavo ha lasciato passare in tanti provvedimenti la logica della discriminazione generale nei confronti degli immigrati, persino a prescindere dalla regolarità della loro presenza in Friuli Venezia Giulia, e si vede giustamente additato, assieme alla sua coalizione di destra, come responsabile di un'incredibile azione persecutoria nei confronti d'un bambino disabile». Nell'interrogazione, Populin chiede che si intervenga contro qualsiasi tipo di discriminazione nell'accesso ai servizi del welfare regionale (ora è possibile soltanto dopo una residenza minima di tre anni).

«Chiedo pure di sapere - spiega il consigliere - come si intenda rispondere alla richiesta dei servizi sociali del Comune di Pordenone sull'applicabilità d'una norma contraddittoria con quelle dello Stato e della stessa Comunità europea». Pupulin afferma che il Comune di Pordenone ha fatto bene a garantire con propri fondi la continuità del servizio di affiancamento del minore.

L'esponente del Pd vuole anche sapere come la Giunta intenda comportarsi in merito all'impugnazione davanti alla Corte costituzionale da parte del Governo di una norma considerata come discriminatoria nei riguardi, non solo degli extracomunitari residenti, ma pure nei confronti degli stessi comunitari non residenti o residenti da meno di 36 mesi: «Una discriminazione ingiustificata - sostiene Pupulin - che viola i diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione, che garantisce l'assistenza sociale ad ogni cittadino, tanto più se minore. A nome del gruppo consiliare del Pd manifesto la solidarietà nei confronti di una madre e di una famiglia coraggiosa e l'impegno continuo perché fatti simili non debbano più succedere».

giovedì 17 giugno 2010



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