Botte e minacce a fratello, madre
e fidanzatina per i debiti di droga

Botte e minacce a fratello, madre  e fidanzatina per i debiti di droga
CEGGIA (Venezia) - Terrore a Ceggia, nel Veneziano: gli spacciatori picchiano il fratello, minacciano di morte la madre e la fidanzata dopo aver venduto droga ad un minorenne. Ad incastrare Leonard Noize e Lucian Onisii, rispettivamente di 19 e 18 anni di nazionalità albanese e romena, sono stati i carabinieri del Nucleo operativo di Portogruaro che da tempo li stavano intercettando attraverso "WhatsApp", l’applicazione per gli smartphone che consente di inviare sms gratis.



I militari li hanno scoperti, dopo aver registrato comunicazioni inconfutabili. La coppia voleva a tutti i costi rientrare del debito di 1500 euro accumulato nel tempo da un minorenne di Ceggia, a fronte delle cessioni di marijuana tra maggio e agosto dello scorso anno. Vendita di stupefacente, a colpi di mezzo etto per due o tre volte al mese, ciascuna da circa 500 euro. A mettere però fine a quello spaccio di droga sono stati i carabinieri del Nucleo operativo di Portogruaro del maresciallo Gianmarco Geminiani, che il 4 novembre scorso fermarono il minorenne nei pressi della stazione ferroviaria di Portogruaro, con oltre due etti di "maria".



Il ragazzo venne arrestato, in attesa del processo che si terrà tra qualche settimana. Nel frattempo Noize e Onisii hanno continuato a chiedere il pagamento della droga ceduta, in denaro oppure in oro. Sono partiti così i messaggi attraverso "WhatsApp", captati dai carabinieri. «Deve darmi i 20 grammi di oro che dice di avere e pregare se è ancora vivo». Ma con il minorenne ai domiciliari i soldi non sono mai arrivati, così a dicembre i due si sono recati ripetutamente a casa del giovane, minacciando anche la madre.



«Se non mi date i soldi vengo qua e vi ammazzo tutti quanti e se lo becco ammazzo lui e la fidanzata». Minacce che non sono terminate nemmeno avvisandoli di aver chiesto aiuto ai carabinieri, tanto che la coppia ha più volte riferito di non aver paura di finire dietro alle sbarre. Il 3 gennaio scorso a finire nel mirino dei due anche il fratello del minorenne, un 20enne di Ceggia, picchiato fuori da un bar dopo avergli distrutto il prezioso cellulare, poi finito al Pronto soccorso, uscendone con ferite e una prognosi di 3 settimane. Ieri mattina, su disposizione del Gip Marchiori, per la coppia è scattato l'arresto per estorsione e spaccio. Entrambi sono ai domiciliari a Ceggia.

Domenica 2 Febbraio 2014, 16:50






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5 di 7 commenti presenti
2014-02-03 09:34:29
non temono le sbarre? per forza con la magistratura che abbiamo ed essendo nullatenenti cioè le spese processuali avvocati, giudici non li possono pagare ecco che scatta la libertà... si la libertà di ritornare a fare quello che facevano prima finché ci scappa il morto dopo purtroppo per quei giudici dovranno per forza arrestarli... solo per qualche anno si intende
2014-02-03 08:19:47
giorno di mercato al sabato si avvicinano alle scuole gli eterni incappucciati con la felpa, con zainetto, si confondono tra gli studenti, si fanno riconoscere...si appartano in gruppetti , tra auto , siepi, fermate bus . Confabulano, contrattano, si battono il 5 ed poi per il week end il divertimento è assicurato.Le tose si innamorano di loro e...sperano di redimerli, mentre i bravi e seri ragazzi vengono evitati ( definiti sfigati).All\'ingresso a scuola rimangono per terra varie cicche , lattine di birra o energy-drink, rimasugli di pizzette e sputi catarrosi.Banalità quotidiane.
2014-02-03 01:09:33
arresti domiciliari per dei reati cosi gravi....e\' ridicolo. .
2014-02-02 20:32:42
il fratello picchiato è per caso quello che non sapeva da dove venissero e chi fossero?
2014-02-02 19:00:11
Albanesi, rumeni, veneti, non so chi sia peggio in questa storia. Forse siete uguali.