Papà malato di Parkinson, quella mano che
non trema fa dimenticare i mali del mondo

Caro direttore,
cosa pensare quando ti chiama il vicino dei tuoi genitori, che quel giorno sono fuori casa, per dirti che ha visto qualcuno saltare dalla loro finestra? Cosa pensare quando entri nella loro camera
e trovi i cassetti pieni di memorie rovesciati sul loro letto? Cosa pensare quando vedi un buco nel muro dove prima c'era una piccola cassaforte piena solo di ricordi? Poi, però, guardi la mano di tuo padre che questa sera non trema, perchè lui ha il morbo di Parkinson e queste emozioni sono per lui sempre forti e pericolose.
E allora pensi che non ci sono solo esseri che rubano piccole parti della nostra vita ma c'è anche gente che aiuta gli altri a stare meglio, spesso nell'anonimato e nel silenzio di un laboratorio o di un ospedale. E che forse il mondo non fa proprio così schifo.


Raoul Righetto
Este (Padova)


Caro lettore, in questa valle di lacrime, in questo nostro Paese flagellato da nubifragi, alluvioni e anche da una classe politica sconfortante, uno sguardo serenamente positivo nei confronti della vita e del genere umano, forse, può essere utile a tutti noi.
Quindi, se permette, sottoscrivo la sua lettera, senza aggiungere altro.

domenica 6 novembre 2011



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