Mini-Imu, famiglie penalizzate
senza le detrazioni per i figli

PER APPROFONDIRE: Imu, famiglie, penalizzate, detrazioni, figli

di Luca Cifoni

ROMA - È sempre più avvolta nella confusione la scadenza del 16 gennaio, termine entro il quale gli abitanti di circa 2.500 Comuni italiani sono chiamati a versare - a titolo di Imu per il 2013 - un importo corrispondente al 40 per cento della maggiorazione applicata rispetto all’aliquota standard nazionale prevista per l’imposta. Il Parlamento sta tentando di affrontare la vicenda ma per ora la soluzione prospettata in un emendamento del Pd alla legge di stabilità prevede non la cancellazione di questo tributo ma la sua detraibilità dalla tassa sui servizi che i contribuenti dovranno pagare nel 2014.

I dubbi sull'applicazione Intanto però ci sono dubbi anche sull’esatta applicazione del prelievo. Il decreto approvato dal governo spiega che la somma dovuta si ottiene dalla differenza tra l’imposta calcolata con aliquota e detrazione decise dal Comune e quella determinata con i valori standard nazionali; ma il testo pare fare riferimento alla sola «detrazione di base» di 200 euro per l’abitazione principale. Non si terrebbe conto quindi della ulteriore detrazione di 50 euro per ciascun figlio fino ai 26 anni di età che vive in casa: particolare che non ha conseguenze sulla maggior parte dei contribuenti, ma che può invece costringere al versamento famiglie che vivono in case di limitato valore catastale e che altrimenti sarebbero esenti. Ad esempio, un nucleo con tre figli ed una casa con una rendita catastale sui 350 euro o poco più, che vive in un Comune che ha portato l’aliquota al 6 per mille, dovrà pagare una cinquantina di euro di mini Imu, come i contribuenti senza figli: ma se nel calcolo entrassero anche i 150 euro di detrazione aggiuntiva l’imposta andrebbe a zero, perché sarebbero nulli entrambi i termini della differenza. Questo aspetto quindi dovrebbe essere corretto o quanto meno chiarito in vista della scadenza.

Soprattutto al di fuori delle grandi città saranno comunque parecchi i contribuenti che si troveranno a dover versare importi molto bassi: siccome per una regola generale nessuna imposta è dovuta al di sotto dei 12 euro, all’incertezza dei tanti che dovranno attentamente verificare se pagare o meno si aggiunge quella dei Comuni che potrebbero perdere gettito per via di una grande quantità di micro-versamenti non dovuti.

D’altra parte l’eliminazione totale di questo adempimento, sollecitato a gran voce dai Comuni, richiede di trovare circa 400 milioni a valere sui conti del 2013, impresa quasi disperata. Da questa constatazione nasce la proposta del Pd di rendere le somme versate a titolo di mini-Imu detraibili dalla Tasi per il 2014: in questo modo il problema contabile verrebbe spostato all’anno prossimo e potrebbe essere affrontato in sede di legge di stabilità. Agli enti locali - sempre in base ad una proposta del Pd - arriverebbero più introiti grazie alla possibilità di aumentare ulteriormente le aliquote Tasi dalle terze case in poi. Nel riassetto rientrerebbe anche lo spostamento in avanti dei termini per la tassa sui servizi che dovrebbe essere pagata non più in quattro ma in due rate annuali, a partire dal mese di marzo.

Il caso Budelli Intanto continua ad attirare l’attenzione la vicenda dell’isola di Budelli. In commissione Ambiente un emendamento targato Pd sottraeva le risorse destinate al riacquisto del paradiso naturale da parte dello Stato. Dopo le proteste lo stesso Pd ha chiarito che quella proposta è di un singolo, e che quindi la prelazione per lo Stato dovrebbe restare.

Sabato 7 Dicembre 2013



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2 commenti presenti
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sul taglio alle detrazioni sui figli è una cosa giustissima, troppo comodo mettere al mondo figli e farli mantenere dai contribuenti. E.io pago e io paaaaaago!!!
Commento inviato il 2013-12-07 alle 18:36:03 da santino55
allora...
la famiglia con più figli paga. i conviventi con figli e redditi separati no. Giusto.
Commento inviato il 2013-12-07 alle 13:28:53 da sempre io
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